Schiacciata di Pasqua

Schiacciata di Pasqua (o Sportina)

Pizza, Pinza, Crescia di Pasqua o Schiacciata di Pasqua sono modi diversi di chiamare lo stesso dolce, tipico del periodo Pasquale, che ha la forma di un Panettone ma contiene semi d’anice al posto dei canditi (almeno nella versione Toscana che conosco io).

A Villamagna, un piccolo paesino nell’entroterra pisano vicino a Volterra, dove abitava la mia nonna (e dove anche io ho vissuto per un periodo di tempo, lasciando una parte di cuore) la Schiacciata di Pasqua si chiama anche Sportina.

La storia della nostra Schiacciata di pasqua inizia tanto tempo fa, ancora prima che io nascessi, quando anche mia madre era piccola. Ma i suoi racconti sono così precisi e ricchi di particolari che mi sembra di averli vissuti in prima persona.

Qualche giorno prima di Pasqua, in casa della mia bis-nonna, inziava il fermento: era il momento di preparare le Sportine, quelle per i familiari, quelle da regalare, quelle da vendere. Sulla tavola grande di marmo della cucina c’erano dozzine di uova in attesa di essere sbattute e tanta tanta farina e semi di anice che non aspettavano altro che essere impastati da mani forti e decise, ma allo stesso tempo delicate, come quelle della mia bis-nonna.

La preparazione della Schiacciata di Pasqua era lunga e laboriosa e richiedeva diversi rimpasti: non c’erano orari, perchè la lievitazione naturale non conosce orologio! L’impasto cresceva e lievitava in tempi diversi i base a vari fattori, come la temperatura della cucina, l’umidità dell’aria e, componente non scientifica ma per i Credenti altrettanto fondamentale, il volere di Dio. Infatti tutte le volte che la mia bis-nonna “rimpastava” la Sportina e la metteva a lievitare, pregava affinchè lievitasse correttamente e “non passasse di lievito“.

schiacciata di pasqua

Questa frase me l’avranno ripetuta un’infinità di volte:

“Bisogna stare attenti che l’impasto non passi di lievito”!

Il che significava evitare di lasciare in lievitazione l’impasto troppo tempo per prevenirne la fermentazione eccessiva.

Quindi, non si poteva “sgarrare” con l’orario: se si prevedeva che ci si dovesse “levare” dal letto alle 3 di notte per rimpastare il lievito, non ci si poteva “trastullare” troppo!

Nella preparazione dell’impasto, date anche le quantità elevate di Schiacciata di Pasqua che producevano, la mia bis-nonna si alzava anche tre volte a nottata per rimpastare il lievito.

Ma, la fase critica era anche la cottura, perchè, anche lì, le variabili erano molte. Le Sportine veniva cotte nella cucina economina a legna e non sempre la temperatura e umidità rimanevano costanti.

Il vero disastro capitava quando, per un motivo o per un altro, la Schiacciata di Pasqua “andava giù“, ovvero lievitava bene all’inizio della cottura ma poi si sgonfiava nel centro (e questo è successo, spesso anche a me..anche per questo articolo!!!!). Queste Sportine non erano più vendibili o regalabili: una vera tragedia.

Infatti, in questi casi la mia bis-nonna indossava una “pezzola nera” perchè per lei era proprio come un lutto vero!

schiacciata di pasqua
Questo è un esempio di Schiacciata di Pasqua “andata giù”; come si può vedere al centro non è gonfia come dovrebbe essere. Il problema comunque è solo estetico, la bontà è identica a quella “perfetta”

Le Sportine “malate” venivano mangiate in famiglia: per la mia mamma e la mia zia, ma anche per me molto tempo dopo, questo, invece di un disastro, era una vera fortuna perchè ci potevamo abbuffare! Esteticamente, non erano perfette ma il sapore era superbo come quelle correttamente lievitate (che però non potevamo mangiare perchè dovevano essere regalate)!!!!

Oggi con i forni elettrici, e la tecnologia moderne, la Schiacciata di Pasqua si può preparare più velocemente, ma a dire la verità, io non sono mai più riuscita a mangiare una Schiacciata di Pasqua buona come quella che faceva la mia bis-nonna.

schiacciata di pasqua

Nella foto: ovetti in Alabastro, realizzati artigianalmente dagli Alabastri di Volterra.

Schiacciata di Pasqua

Ingredienti

  • 500 g di Farina 0
  • 300 g  di zucchero semolato
  • 25 g  di lievito di birra
  • 5 uova
  • 120 g di burro
  • 50 g di acqua
  • 1 arancia rosso (la buccia grattugiata e il succo spremuto)
  • 1/2 bicchiere di liquore (tipo rosolio di menta o Marsala)
  • anice a volontà

Preparazione

Il lievitino

Sciogliere 25 g di lievito in una ciotola, con 50 g di acqua tiepida e 125 g circa di farina, nel boccale dell’impastatrice. Impastare per 2 minuti e lasciare lievitare al caldo in un luogo riparato per 30 minuti.

In una terrina far ammorbidire i semi di anice  nel liquore mescolato con la buccia grattugiata di arancia.

Primo impasto

Unire al lievitino 200 g di farina, 2 uova, 150 g di zucchero, 60 g di burro leggermente ammorbidito emetà del composto di liquore con gli anici.

Impastare tutti gli ingredienti per almeno 4 minuti nell’impastatrice. (Per impasto a mano, continuare a lavorare gli ingredienti fino ad ottenere un impasto omogeneo) .

Fare lievitare in forno spento con luce accesa per circa 1 ora e mezza.

Secondo impasto

Riprendere l’impasto e farlo sgonfiare, lavorandolo velocemente a mano.

Unire poi la restante parte degli ingredienti e impastare nuovamente per almeno 4 minuti nell’impastatrice.

Prendere due stampini di carta per Sportine e riempirle con l’impasto.

Fare lievitare nuovamente l’impasto nel forno per 5 ore.

Cuocere in forno statico a 175°C per circa un’ora, e poi fare riposare e raffreddare a forno aperto sulla griglia.

Schiacciata di Pasqua, versione veloce

Della Schiacciata di Pasqua esiste anche la versione “veloce” (se così si può chiamare!). Gli ingredienti sono gli stessi, ma l’impasto viene preparato tutto in volta e messo a lievitare nel forno acceso a 50°C.

Mano a mano che la Schiacciata di Pasqua lievita, occorre aumentare la temperatura del forno, sempre di qualche decina di grado, fino a che il dolce non ha raggiunto il bordo dello stampo.

A questo punto va alzata la temperatura a 160 °C e portata a fine cottura.

schiacciata di Pasqua

Questo articolo era stato originariamente realizzato per la Giornata Nazionale della Pizza, Pinza, Crescia e Schiacciata di Pasqua, del Calendario Italiano del Cibo di AIFB, di cui Donatella Bartolomei era Ambasciatrice.

About me
CeciliaMazzei Cecilia, bis-mamma, impiegata, appassionata di Cucina. Amo cucinare per gli altri e raccontare i miei esperimenti sul blog. Molte delle mie ricette sono realizzate in collaborazione con le mie figlie, alle quali spero di riuscire a tramandare un pò della mia passione per le cose buone, fatte in casa!
5 Comments
  • […] Per esempio, io ho cominciato a preparare il “lievitino” il sabato mattina, dopo colazione; il primo l’impasto dopo pranzo ed il secondo dopo cena. Ho lasciato lievitare tutta la notte ed ho infornato la domenica mattina a colazione. In questo modo; adattando l’impasto ai miei orari, (e non viceversa!!) tutto è risultato abbastanza semplice; non ho dovuto neanche rimettere la sveglia per sistemare l’impasto (come mi è capitato per le schiacciate di Pasqua). […]

  • Donatella

    21/03/2016 at 13:33 Rispondi

    Questa sportina è molto interessante, grazie per aver contribuito a questa giornata!!!

  • Tommasina

    16/04/2019 at 22:09 Rispondi

    Cercavo la ricetta della sportiva, e trovo una compaesana! Anch’ io sono di Villamagna, anche se vivo tra Mimano e Pavia dal 1980… Non ricordo molto del paese, ma chi era la tua nonna e dove abitava? Io ero al podere san Pietro, sulla via che porta alla chiesa.
    Buona serata, e grazie per la ricetta della mitica sportiva!!
    Tommasina

    • CeciliaMazzei

      17/04/2019 at 08:31 Rispondi

      Buongiorno Tommasina! Che bello ritrovare Villamagnesi. Mia nonna era Mercedes e viveva vicino alla Piazza. Anche noi non stiamo più lì, ma ci ho lasciato il cuore. Fammi sapere delle tue Sportine. Un abbraccio.

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