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Aspettando la Fiera di Primavera 2016

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Aspettando la Fiera di Primavera 2016, camminando (e fotografando) tra Orchidee spontanee, racconti storici e un bel piatto di Zuppa tradizionale.

Aspettando la Fiera di Primavera 2016:“Il Castello di Vecchiano e le Orchidee spontanee: passeggiata culturale gastronomica dalle colline al Serchio”. Questo il titolo della prima Manifestazione di aspettando la Fiera di Primavera 2016, che ha avuto luogo Domenica 20 Marzo 2016.

Una camminata culturale, naturalistica e gastronomica, organizzata dal Comune di Vecchiano (rappresentato in questa escursione dagli Assessori Massimiliano Angori e Federico Meini) in collaborazione con il WWF, il Gruppo Archeologico Vecchianese, i rappresentanti del G.I.R.O.S., il Circolo Giovanile ARCI di Nodica, la Pro-Loco di Vecchiano e l’ Assessorato all’Ambiente.

Alla partenza da Piazza Garibaldi, nel centro del paese, Marcello Marinelli, (Guida Ambientale Escursionistica e Presidente Associazione WWF Alta Toscana Onlus) ha spiegato il lavoro di squadra che è stato realizzato tra CAI-WWF e Comune di Vecchiano  per rimettere in sesto, curare e segnare la rete dei sentieri delle Colline Vecchianesi; insegnando a riconoscere i segni distintivi dei vari sentieri e soffermandosi sull’importanza di controllarne sempre la presenza durante le escursioni.

Fiera di primavera 2016

Alla partenza la spiegazione di Marcello Marinelli

In questa giornata di aspettando la Fiera di Primavera 2016, con Marcello Marinelli e i rappresentanti del G.I.R.O.S. (Gruppo Italiano Ricerca Orchidee Spontanee) abbiamo seguito il sentiero n° 103 (detto “Anello di Vecchiano”, un percorso facile, adatto anche ai bambini) alla ricerca delle Orchidee Spontanee, la cui fioritura inizia, proprio nel periodo primaverile.

Come ha spiegato Ilaria Amore, Responsabile Relazione Esterne del Gruppo G.I.R.O.S., infatti, il territorio della Collina Vecchianese, che sovrasta la Chiesa di S. Maria in Castello, è un territorio “privilegiato” per quanto riguarda le Orchidee Spontanee, in quanto proprio qui è  possibile osservare tutte e 5 le specie di Orchidee spontanee presenti in Toscana (2° regione in Italia, dopo la Puglia, per numero di specie di Orchidee Spontanee).

aspettando la Fiera di primavera 2016

Ilaria Amore spiega le caratteristiche delle Orchidee Spontanee

Nel nostro percorso, abbiamo localizzato solamente due specie fiorite di Orchidee Spontanee, perché, seppur da calendario la Primavera sia ufficialmente iniziata, dal punto di vista della natura, invece la stagione è “un pò indietro“, quindi non tutte le specie di Orchidee Spontanee sono fiorite.

Circondati da Orchidee  spontanee e fiori selvatici, lungo il nostro percorso, Luigi  Polito, Fotografo appassionato di scatti naturalistici, ha insegnato i trucchi del mestiere per realizzare una foto “Macro”, prendendo come soggetto proprio le Orchidee Spontanee. Le foto scattate potranno poi essere esposte in occasione della Fiera di Primavera 2016, che si terrà a Vecchiano nei giorni 1, 2 e 3 Aprile, nell’apposito stand dedicato alla flora del nostro territorio. A tutti i partecipanti, l’ultimo giorno di Fiera verrà rilasciato un Attestato di Partecipazione.

aspettando la fiera di primavera 2016

Luigi Polito ci spiega i segreti per realizzare uno scatto Macro

Ma lungo il percorso non abbiamo trovato solo Orchidee Spontanee; chi frequenta le Colline Vecchianesi (e più in generale i monti Pisani), sa bene che questi sono luoghi in cui si trova un’enorme quantità di Asparagina (nome comune che indica le piante del genere Asparagus, che appartiene alla famiglia delle Liliaceae), e questo vuol dire anche Asparagi selvatici, e comunemente chiamati nel Vecchianese “Asparagi di monte“.

In questa camminata aspettando la Fiera di primavera 2016, abbiamo quindi avuto modo di raccogliere anche un bel mazzetto di asparagi, grazie anche all’aiuto di “raccoglitori” abitudinari che ci hanno aiutato ad individuarli, raccoglierli in maniera corretta, senza rovinare la pianta, e alla fine ci hanno fatto dono anche della loro parte di raccolto.

La prossima ricetta di Primavera, sarà quindi un bel risotto o una frittata…indovinate a cosa?

Tra foto e asparagi c’è stato, poi,  spazio anche per la parte storica e culturale di questo percorso tra le Colline Vecchianesi. Il Gruppo Archeologico Vecchianese (Associazione di volontariato Onlus, volta alla protezione e valorizazione del patrimonio storico culturale archeologico del territorio del Comune di Vecchiano), rappresentato da Maurizio Sparavelli, Amerigo Magagnini e Alessio Giannelli ha raccontato l’importanza strategica del territorio negli anni passati.

aspettando la fiera di primavera 2016

Il racconto storico del Gruppo Archeologico Vecchianese

Tornando indietro sul percorso n°103, abbiamo fatto tappa alla Chiesa di S. Maria in Castello (comunemente conosciuta come “Il Castello“), che ospita anche la sede del Gruppo Archeologico Vecchianese (G.A.V.). Nella piccola Chiesetta, restaurata proprio dal G.A.V., è possibile vedere diversi affreschi che risalgono a differenti epoche storiche, parzialmente recuperate. I rappresentanti del G.A.V. hanno raccontato che sulle pareti della Chiesa ci sono circa 40 strati tra intonaci e affreschi e con il loro paziente lavoro sono riusciti a recuperarne alcuni dei più significativi.

La stanza accanto alla Chiesa, invece è stata adibito a Museo Archeologico e all’interno sono conservati i reperti che sono stati ritrovati duranti gli scavi ed i restauri ed anche una foto di uno scheletro umano  rinvenuto nel Castello. Una volta infatti oltre alla Chiesa, qui sorgeva un vero e proprio Castello, a difesa del ponte sul fiume Serchio, e che fungeva da rifugio per gli abitanti del paese, durante le varie guerre per la supremazia del territorio.

aspettando la Fiera di primavera 2016

Del Castello, oltre alla Chiesa, ormai è rimasto solo qualche spaccato di mura esterne, che furono abbattute per costruirvi dei terrazzamenti che ospitano un oliveto. Durante i lavori di manutenzione dell’oliveto tuttavia, ogni tanto vengono rinvenuti particolari importanti dell’antica costruzione che permettono l’aggiornamento costante della cartina perimetrale dell’antico Castello.

Giunti alla fine del nostro percorso n°103, quale poteva essere la giusta conclusione di questo tour, tra orchidee, foto e storia? Ovviamente un bel pranzo tradizionale e tipico Vecchianese a base di Zuppa Toscana e Torta coi Bischeri!

La nostra camminata aspettando la Fiera di primavera 2016 si è quindi conclusa presso il Circolo Giovanile ARCI di Nodica dove abbiamo potuto gustare la classica Zuppa di Verdure Toscana, cucinata dal “Maestro d’Arte” Enzo Fatticcioni (detto anche “L’Artusi di Nodica“) insieme alle Signore del Circolo, che hanno lavorato ben 3 giorni per preparare questo piatto.

aspettando la Fiera di Primavera 2016

La famosa Zuppa di Verdure Toscana

E come dessert, non poteva mancare la caratteristica Torta Coi Bischeri, cucinata come da ricetta depositata, dal Panificio Pardi di Filettole. La Torta coi Bischeri, come accennavo nel mio articolo per il Calendario italiano del Cibo, dell’Associazione Italiana Foodblogger, ha un lunga tradizione popolare, ed un’origine contesa tra i Comuni di Vecchiano e San Giuliano.

aspettando la Fiera di Primavera 2016

La Torta coi Bischeri del Panificio Pardi di Filettole

Preparata in casa, con le materie prime della zona, tra i pinoli del Parco di San Rossore ed il riso, che una volta veniva coltivato direttamente nelle risaie di Massaciuccoli, si pensa che addirittura la prima versione originale fosse quella con preparata con le erbe e non quella attuale a base di cioccolato, che cominciò ad essere prodotto in Italia solo dopo il 1600.

Il Panificio Pardi produce ancora, oltre alla più nota versione al cacao, anche la versione con le erbe, ugualmente dolce e altrettanto buona.

Se vi sete persi questa camminata aspettando la Fiera di Primavera 2016, niente paura: si replica il 3 Aprile, ultimo giorno di Fiera di Primavera, con un percorso leggermente diverso e più storico-archeologico, in compagnia, oltre al G.AV, anche della P.ssa Menchelli, ricercatrice di Archeologia Romana. La camminata si concluderà, come d’obbligo, con la classica “Zuppata“, questa volta nella Piazza di Vecchiano, sede della Fiera di primavera 2016.

Arrivederci, quindi al 2 Aprile, giorno di inaugurazione della Fiera di Primavera 2016.

 

 

 

 

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Spaghetti alle Vongole e Bottarga

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Ecco qua un’altra di quelle ricette tradizionali italiane che adoro: gli spaghetti alle vongole e bottarga.

Essendo nata e cresciuta praticamente sul mare, gli spaghetti alle vongole sono uno dei miei primi piatti di pesce preferiti: veloci da preparare, saporiti e inimitabili.

La ricetta che vi voglio presentare oggi, unisce, in realtà, due regioni del nostro Stivale, che adoro particolarmente: la Toscana, a cui sono legata per motivi di provenienza e la Sardegna, che non ho mai avuto modo di visitare di persona, ma che mi affascina per le spiagge, la cultura e soprattutto il pesce!!!

Cosa hanno in comune queste due regioni? A prima vista niente, ma se mettete a parlare un’ appassionata della cucina di origine livornese con il proprietario della sua pescheria di fiducia di origine sarda, vedrete che qualcosa esce fuori.

Ed è propio così che è nato questo piatto di spaghetti alle vongole e bottarga interregionale (come i treni!!!), in cui ho utilizzato le vongole veraci e la famosa Bottarga Sarda.

spaghetti alle vongole e bottarga

Non avete mai sentito parlare della Bottarga? Si tratta di uova di muggine (detto così perde tutto il suo fascino, ma se l’assaggiate, vi assicuro che non storgerete più la bocca!!), che vengono poi salate ed essiccate con procedimenti tradizionali.

Le più famose sono quelle di Cagliari, Tortolì, Sant’Antioco e Stagno di Cabras, ma andando a “sfrucugliare” sul web ho scoperto che vengono prodotte (e sono altrettanto buone, ma non ditelo ai pescivendoli sardi!!!) anche ad Orbetello, in Toscana.

TA-TA-TA-DA!!! Avete visto che, gira e rigira, abbiamo trovato un punto in comune tra la Toscana e la Sardegna?

Come si usa in cucina la Bottarga? Grattugiata (come in questa ricetta degli spaghetti alle vongole), ma anche tagliata a fettine e condita con olio e limone. Se la chiamano l’ORO SARDO, un motivo ci sarà???

Vi è venuta l’acquolina in bocca? Bene, allora andiamo a cucinare subito un bel piatto di spaghetti alle vongole.

Spaghetti alle vongole e bottarga

Ingredienti (per 4 persone)

300 g di spaghetti

500 g di vongole veraci

1 spicchio d’aglio

una manciata di prezzemolo tritato

1/2 bicchiere di vino bianco

1 pizzico di peperoncino

olio d’oliva q.b.

Bottarga di muggine da grattugiare (q.b.)

Procedimento

Mettete le vongole veraci in bagno in una ciotola con acqua e sale per circa un’ora.

Il tempo è indicativo, più le tenete in bagno e meglio è; io in genere le metto il pomeriggio verso le 17, per poi cucinarle verso le 20.

In una padella molto capiente (grande a sufficienza per poterci saltare gli spaghetti successivamente) fate soffriggere lo spicchio d’aglio con il peperoncino.

Scolate le vongole e sciacquatele sotto l’acqua corrente. Versatele nella padella e cuocete a fuoco lento con coperchio, per circa 15 minuti.

Sfumate con un po’ di vino bianco e continuate la cottura per qualche minuto.

Nel frattempo fate cuocere le spaghetti in abbondante acqua salata.

Scolateli al dente e poi saltateli nella padella insieme alle vongole veraci.

Spolverizzate con prezzemolo tritato e un’abbondante dose di Bottarga grattugiata.

Servite subito.

spaghetti vongole e bottarga

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