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Crema di ceci e mazzancolle al limone

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Pranzi in spiaggia? Ai panini e tramezzini io preferisco di gran lunga una bella porzione di crema di ceci e mazzancolle al limone.

crema di ceci e mazzancolle al limone.

Fresca, nutriente, iperproteica (che in questo momento mi serve proprio) questo piatto si addice anche a chi non vuole rinunciare a mangiare bene anche fuori casa.

Da quando i miei esami del sangue hanno evidenziato una anemia importante, non essendo io una grande mangiatrice di carne, sto cercando di integrare questo minerale (oltre che con la classica cura) anche con un’alimentazione più adeguata.

Anche quando mangio fuori casa cerco, quindi, il più possibile di inserire nel menù alimenti ricchi di ferro.

I ceci sono un’ottima fonte proteica tra le proteine di origine vegetale. Inoltre  sono anche una fonte di sali minerali, in particolare di calcio, ferro, fosforo e potassio. Contengono anche vitamina A e vitamine del gruppo B. Per quanto riguarda il ferro, si tratta di ferro di origine vegetale quindi per favorirne l’assorbimento  è necessario accompagnarne il consumo con alimenti ricchi di vitamina C, come ad esempio il succo di limone.

Crema di ceci e mazzancolle al limone

crema di ceci e mazzancolle al limone . Vista del piatto dall'alto con sottopentola in stile marinaro

Ingredienti

400 g di ceci lessati (io utilizzo quelli in barattolo)

250 g di mazzancolle (io utilizzo quelle congelate, già pulite)

1 cucchiaino di salsa di soia

qualche goccia di tabasco

succo di 1 limone

olio extravergine di oliva, sale, pepe q.b.

Procedimento

Scolare i ceci in un colapasta e sciacquarli sotto l’acqua corrente. Versarli nel boccale del mixer e frullarli grossolanamente. Aggiungere un filo d’olio, la salsa di soia, il tabasco, sale e pepe.

Frullare fino ad ottenere un composto omogeneo, ma non troppo liquido.

Lasciare riposare in frigo.

Nel frattempo, scottare le mazzancolle, precedentemente scongelate, in abbondante acqua salata, per un paio di minuti.

Scolarle e lasciarle riposare in frigo.

Preparare il condimento mescolando il succo di limone con un cucchiaio di olio, sale e pepe.

Al momento di servire, versare un pò di crema di ceci sul fondo del piatto, adagiarvi sopra le mazzancolle e irrorare con il condimento a crudo.

Servire subito, accompagnato anche con crostini di pane.

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Penne integrali al pesto di peperoni Cornelio – Fruit 24

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Oggi per pranzo vi propongo un succulento piatto di penne integrali al pesto di peperoni Cornelio, per fare  il pieno di carboidrati, fibre e vitamine.

Il pesto di peperoni Cornelio, grazie al loro sapore dolce e delicato  è il condimento perfetto per questo primo piatto,  semplice e veloce da realizzare. Perfetto per i pranzi estivi.

Queste penne integrali al pesto di peperoni Cornelio sono la mia seconda proposta per il progetto Fruit 24, volto a promuovere un maggiore consumo di frutta e verdura per tutta la giornata.

Venite a scoprire la ricetta completa delle mie penne integrali al pesto di peperoni Cornelio sul sito Fruit 24.

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Acquario di Livorno, “Un viaggio incredibile”

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La nostra gita all’ Acquario di Livorno, in un viaggio incredibile, fra pesci tropicali, tartarughe e anche qualche rettile.

Metti un caldo pomeriggio di inzio estate, aggiungi una location spettacolarela compagnia di tanti instagramers, pronti a immortalare le bellezze di un mondo sommerso, unisci la pazienza del biologo che ci ha accompagnato, sempre pronto a rispondere alla raffica di domande di una curiosa bimba di 9 anni (la mia), ed ecco, la ricetta perfetta per  un viaggio incredibile.

É con questi presupposti che è iniziato il nostro social day & instameet all’Acquario di Livorno, dove per l’occasione, ci hanno presentato le novità del 2018.

acquario di livorno acquario di livorno - il team

E sono tante.

A cominciare dal formicaio delle formiche tagliafoglia, così chiamate per la loro caratteristica di tagliare i vegetali, che utilizzano come nutrimento per il fungo di cui si cibano.  La particolarità di questo formicaio è che una vera e propria città, con i relativi reparti, che le formiche stesse hanno deciso di realizzare, sfruttando le “infrastrutture” costruite artificialmente.

Così, passeggiando fra le varie teche, tutte collegate fra loro da “strade” (tubature in acrilico trasparente),  si può incontrare la teca nido, la teca di stoccaggio del cibo, ma anche  il “cimitero” e la “discarica ” (ovvero la zona dove depositano i rifiuti).
Veramente strabiliante come essere piccolissimi e immensamente  numerosi come le formiche riescano a coalizzarsi e trovarsi d’accordo formando un vero team coeso e centrato sull’obiettivo.

Noi umani abbiamo ancora molto da imparare.

Ma partiamo dall’inizio del nostro viaggio all’interno all’Acquario di Livorno.

In un’atmosfera quasi surreale ci siamo avventurati alla scoperta del mondo marino, da quello più vicino a noi fino a quelli più distanti. Da quest’anno, infatti l’Acquario ha arricchito le vasche espositive di numerose specie e tematizzato le varie aree.

In una di queste, abbiamo fatto la conoscenza de “I mammi del mare”, ovvero i cavallucci marini.

Lo sapete perché i cavallucci marini sono chiamati “I mammi del mare”? Perché  la femmina depone le uova nel maschio, il quale poi partorisce i piccolini, assolvendo, di fatto, la funzione di “mammo“.

E noi che crediamo di essere una specie evoluta.

acquario di livorno - i cavallucci marini

Percorrendo le vasche del Mar rosso ci siamo, poi, imbattuti nei coloratissimi, pesci pagliaccio (o pesce Nemo come continua a chiamarlo Anna).

Ma lo sapevate voi  che i pesci pagliaccio  nascono tutti maschi?
E secondo voi come fanno a riprodursi?

Semplicemente, hanno la possibilità di cambiare sesso, ma lo fanno solamente per diventare la femmina dominante in un gruppo e il cambio di sesso è un processo irreversibile.

acquario di livorno

Tutto questo io l’ho scoperto alla veneranda età  di 39 anni, grazie alla dettagliata e simpatica spiegazione  della nostra guida, che pazientemente ci ha accompagnato nella visita ed ha risposto a tutte le nostre domande.

Proseguendo, abbiamo incontrato la vasca delle Meduse Quadrifoglio. E lì avrei potuto rimanere per ore.

acquario di livorno - le meduse
Le meduse, quegli esserini simpatici, che quando li incontro in mare mentre nuoto, mi scatenano il panico. Ma quando mi fermo ad osservarle (al sicuro) non posso non rimanerne estasiata.
Con i loro movimenti lenti e sinuosi, eleganti e perfetti, con il loro colore tipico in scalature dal bianco ghiaccio al viola acceso.
Osservare i loro movimenti rilassa, distende i nervi. Avete provato a coordinare il ritmo della vostra respirazione con quello del nuoto della medusa? Io sì. E l’effetto calmante è immediato.

Infatti, mi ci sono voluti diversi richiami prima di riuscire a staccare la Anna da questa vasca, tanto che ho pensato di sostituire, il triste e solitario pesce rosso del nostro mini-acquario, con una colonia di meduse. Sia mai che riesca a trovare il metodo di farla stare ferma un minuto…

D’altronde non capita tutti i giorni di poter osservare un intero ciclo di vita della medusa, che altro non è che un avatar di un altro animale: il polipo.

Da non confondere con il polpo. Quello si fa lesso con le patate ed è la fine del mondo. Ma questa è un’altra storia.

Il polipo quando deve riprodursi, si allunga, si trasforma e si affetta. Da questi pezzettini vengono fuori le meduse. Ok, è vero, detto così sembra macabro, però abbiamo capito il concetto!

Ma la vasca a nostro parere più scenografica e attraente è stata, indubbiamente ,quella indopacifica, dove nuotano, in circa 300 mila litri di acqua,  fra squali pinna nera, pesci Napoleone e squali zebra due splendide tartarughe marine: Ari e Cuba.

acquario di livorno - Ari e Cuba

Il nome delle due tartarughe deriva dalla loro storia. Ari, infatti, è un esemplare femmina proveniente da Riccione, dove venne sottratta ad un turista che l’aveva importata illegalmente dalle isole Maldive, in particolare dall’atollo di Ari.

Cuba, invece, che attualmente ha un peso stimato di circa 130 kg, proviene dal cugino Acquario di Genova, che l’aveva inizialmente adottata quando venne abbandonata all’interno di una scatola con indicato solamente la data di nascita e la provenienza, l’isola di Cuba.

Difficile staccare gli occhi da queste creature, che da vere protagoniste, si fanno ammirare in tutto il loro splendore, dai numerosi visitatori.

Più vicine a noi sono invece le vasche dedicate alla Costa degli Etruschi e la Galleria del Mar Mediterraneo.  Cambiano i colori, sia del fondale, della fauna caratteristica sia degli esemplari ospitati,  ma non varia la bellezza.acquario di livorno - piccoli visitatori

Fra i tanti pesci presentati, di sicuro il più simpatico è il pesce trombetta, che deve il nome alla forma allungata della sua bocca che gli permette di nutrirsi.

Ma all’Acquario di Livorno è in primo piano anche la ricerca. Grazie, infatti, alla collaborazione con l’Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale e il Centro Interuniversitario di Biologia Marina, una vasca dell’Acquario è stata interamente dedicata al progetto di monitoraggio della qualità delle acque tramite i ricci di mare.

acquario di livorno

I ricci di mare, infatti sono ottimi indicatori della qualità dell’acqua; basta un inquinamento anche minimo e non riescono a sopravvivere.

Tantissime, poi le proposte, per le scuole ed i gruppi, con la possibilità di visite guidate, laboratori didattici per i piccoli e per i più grandi e anche lo speciale percorso “Dietro le quinte” per scoprire le curiosità ed i segreti dell’area dietro le vasche espositive.

E se davvero volete sorprendere i vostri bambini con una festa incredibile, originale e divertente, l’Acquario di Livorno  offre la possibilità di organizzare feste di compleanno, con giochi e attività educative lungo il percorso espositivo.

acquario di livorno

Che dire.

All’Acquario di Livorno, il viaggio è davvero incredibile.

 

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Un mare di gusto, Palamita in fiore Blogtour & Street Food

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Un mare di gusto 2018. Quest’anno la Palamita si presenta in versione floreale!

A due anni di distanza dal mio primo blogtour, ritorno a San Vincenzo per  Un Mare di Gusto, la manifestazione culinaria che vede protagonista il pesce azzurro del Mar Tirreno, primo fra tutti la palamita.

Quest’anno la manifestazione ha puntato su un abbinamento tra pesce azzurro e fiori eduli, da cui il nome dell’evento “Un mare di Gusto, Palamita in Fiore”. Abbinamento che potrebbe, a prima vista, sembrare insolito ma vi assicuro che la riuscita è a dir poco stupefacente.

Un mare di Gusto, Palamita in Fiore si è svolto nel weekend del 19 e 20 Maggio, con un boom di partecipanti per lo street food del sabato sera, a cura dei principali ristoranti di San Vincenzo.

un mare di gusto street food

Tutto esaurito anche per il pranzo della Domenica “4 chef e un marinaio” 《capitanato 》 dalla Direttrice artistica della manifestazione Deborah Corsi, chef JRE de “La Perla del Mare“.

E proprio dallo stand de La Perla del Mare, e dal loro Palamita Burger, ho inziato anche il mio tour di assaggi.un mare di gusto - palamita burger

La concorrenza era comunque agguerrita e non sarebbero bastati due giorni interi per riuscire a gustare tutte le proposte di questa edizione di Un mare di Gusto – Palamita in Fiore.

A partire dalle sardine rivisitate dell’antica friggera, per l’occasione a bordo di un food truck itinerante, Il Giromobile, azzurro come il mare di san Vincenzo.un mare di gusto - le acciughe

 

 

un mare di gusto - il giro mobile

Per proseguire, poi, con gli spettacolari bocconcini di tonno al sesamo su crema di ceci proposti dal Ristorante Quartocielo; una vera leccornia.

un mare di gusto - tonno

Potevo, quindi, lasciarmi sfuggire  le sarde impanate con bruschetta liquida, piatto di punta del ristorante Number One? Ovviamente no..

un mae di gusto - sarde impanate

E dulcis in fundo, mi sono tuffata sui fantastici rotolini di zucchino grigliato con pallina di palamita, fiordaliso, malva e pane alla curcuma, la ricetta del Blue Marlin.

Un piatto bellissimo da vedere e ancor di più da mangiare.

un mare di gusto

Sembravo una bambina in in negozio di giocattoli a cui i genitori hanno lasciato la libertà di comprare quello che voleva.

Per le vie di San Vincenzo e lungo la passeggiata del porto tante altre bellissime e buonissime proposte di altissimo livello hanno catturato la mia attenzione.

Sceglierne uno migliore degli altri è stato praticamente impossibile. E così ho assaggiato tutto. E che io abbia gradito si vede dalla mia espressione.

Arrivederci all’edizione del 2019, e chissà quali sorprese ci riserverà.

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Stare bene da sola, per stare bene con gli altri

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Stare bene da sola, per stare bene con gli altri.

Stare bene da sola. É una lezione che ho imparato con il tempo, crescendo e maturando.

Solo alla soglia degli “anta” (ai quali mancano ancora diversi e fortunatamente lunghi mesi), però, ho capito che per stare bene con gli altri devo imparare a stare bene da sola.

Sono sempre stata un tipo solitario, e da quando sono mamma, ho imparato ad apprezzare ancora di più quei pochi e fugaci momenti in cui potevo rimanere sola, con me stessa.

Ma lo stare da sola non sempre equivale a stare “bene” da sola, anzi capita molto più spesso il contrario. Perché quando sei da sola vengono fuori tutti i dubbi, i pensieri, le riflessioni, le domande e quasi mai le risposte, che nel vortice delle miliardi di cose da fare giornalmente non hai il tempo e la forza di porti.

stare bene da sola

E allora spesso stare da sola si rivela un momento di stress più che di relax.

Fino a poco tempo fa era così anche per me.

Poi ho imparato a stare bene da sola. Mi sono imposta di concedermi del tempo da trascorrere in solitudine ogni giorno, tempo da dedicare a capire me stessa, facendo le cose che amo fare, senza preoccuparmi troppo di orari, impegni e soprattutto, senza sensi di colpa.

Tempo da spendere facendo le cose che amo, come correre. Correre da sola, in silenzio, in una strada solitaria, magari anche sotto una leggera nevicata, e scoprire di non sentire nemmeno la fatica.

Non ci  sono i soliti dubbi e le solite domande ad assalirmi. Semplicemente mi godo il momento, vivendolo appieno per quello che è.

E questa è una sensazione solo mia che serve per stare bene con me stessa.  No, non è egoismo o asocialità, perché di questi momenti ne ho bisogno per poter stare bene con gli altri.

Così quando torno alla realtà, al ritmo quotidiano, al tuo lavoro, alla tua famiglia, ritorno con una leggerezza interna che ti consente di vivere bene il rapporto con gli altri.

In attesa del prossimo momento in solitudine (e non DI solitudine).

stare bene da sola

 

 

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