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Mamme sotto esame..di coscienza

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Stasera avrei dovuto scrivere della tavola di Natale, e invece mi ritrovo a parlarvi di tutto un altro argomento: l’esame di coscienza.

L’esame di coscienza è quella cosa che, a parere mio, tutte le persone dovrebbero fare periodicamente durante la loro vita. Non so se e chi lo faccia, ma sicuramente troppo poche persone, visto come gira il mondo.

Io l’ho ripetuto anche stasera, ore 22.30, al culmine di una giornata da dimenticare.

22.30… Ormai potrei rimetterci l’orologio: è l’ora in cui, se tutto va bene, riesco ad accedere al “mio spazio”. Si, perché il resto delle ore, tranne quelle misere 5/6 ore in cui Morfeo prende il sopravvento sulla mia volontà di rimanere sveglia, sono pienamente ed interamente dedicate a spazi “altrui”.

Non mi sembra proprio di essere una persona egoista, e invece ultimamente questa cosa me la sento ripetere troppo spesso, anche se in maniera non esplicita. Esplicitarlo, in effetti, sarebbe troppo diretto e vorrebbe dire assumere una posizione, cosa che in questo mondo pochi hanno il coraggio di fare.

E infatti a lavoro, il  mio senso del dovere e professionalità diventa un “voler  pestare i piedi a qualcuno”. Per motivi familiari lavori part-time? sei una persona che “non ha voglia di lavorare”, ma se poi lavori di notte o di sabato per portare a termine un lavoro che non hai finito in ufficio, per poterlo comunque consegnare in tempo, sei etichettata come una “poco furba”.

Il fatto che tu ti sprema per cercare di mettere d’accordo la famiglia per riunirla nelle feste di Natale, diventa un “vuoi fare come  pare a te” e “non pensi ai bisogni degli altri”.

L’accendere il computer mentre le tue figlie stanno guardando i cartoni si trasforma in “mamma stai sempre al computer” e se per caso provi a pensare di voler tornare una sera in palestra sei una “mamma che non c’è mai”.

Alla fine di una giornata in cui tutte queste cose mi sono state scaraventate contro come acqua gelata, ho pensato che forse c’è effettivamente qualcosa che non ve in me.

Ho deciso di farmi un esame di coscienza e ho ripercorso le mie giornate tipiche per verificare quanto effettivamente dedico al mio “egoismo”. Bene, nella giornata di oggi ho:

svegliato e preparato 2 bimbe per la scuola, guidato di corsa per arrivare in tempo in ufficio, lavorato in ufficio e cercato di risolvere  problemi invece di rivolgermi alla tanto citata formula “io faccio fino qui,  il resto non è problema mio”; ascoltato e sopportato persone, ritornata a casa di corsa per  pranzare con le bimbe, fatti i compiti con le bimbe, cercato di organizzare i pranzi di Natale in famiglia, accompagnato una bimba a danza, comprato le cose per i saggi di danza, comprato i regali di natale mancanti, cucinato per cena, preparato lavastoviglie e lavatrice, piegato i panni asciugati, lavato e preparato per la notte le bimbe; ACCESO IL COMPUTER ORE 22.30.

Alla fine di questa riflessione mi sono fatta una domanda: “Avrei potuto fare di meglio?” Sicuramente si, perchè c’è sempre un margine di miglioramento. Sono solo coloro che pensano di essere i migliori e infallibili quelli che peccano di egoismo e non quelli che mettono davanti ai loro interessi il senso del dovere e lo spirito della famiglia.

Con questa considerazione posso andare a letto più serena, la mia coscienza è a posto; e  la vostra? Voi il vostro esame di coscienza, ve lo siete fatto?

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Riflessioni semiserie

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Sarà l’atmosfera pre-natalizia, ma stasera mi sento in vena di riflessioni (semiserie). In alcuni momento della nostra vita, più che in altri,infatti,  c’è bisogno di riflettere su quali siano le azioni da fare, i modi di pensare, per poter sopravvivere alla frenetica quotidianità moderna.

Ecco questo per me è uno di quei momenti. In realtà è da un pò di tempo che mi perdo in riflessioni, più o meno serie, più o meno sensate, su quello che dovrei o vorrei fare per me stessa, per la mia vita, del mio lavoro, delle mie passioni, per riuscire a rimanere a galla in questa società, che premia soprattutto chi “appare” senza “essere”, chi è “amico di” invece di chi “è bravo a”.

Probabilmente non esisterà una risposta certa a queste mie riflessioni, ma oggi ho trovato un’ispirazione riguardo a ciò che potrei fare per poter vivere, e lasciare vivere anche chi mi sta accanto,  in maniera più spensierata e leggera.

Spesso le risposte sono le più banali, ma fino a che non le vedi scritte non te ne rendi conto. Questo è quello che mi è capitato pochi minuti fa!

Mia madre sta risistemando la mia ex-cameretta, e nel farlo ha deciso di decorare le pareti con degli stickers; fra i tanti ne ha scelto uno con una scritta particolare, di cui mi ha inviato la foto (ringraziamo whatsapp!!).

La frase è questa:

Live every moment,
Laugh every day,
Love beyond words.

Non so se me lo abbia voluto spedire per dedicarmelo; come a dire: “Ricordatelo!!”; o semplicemente per farmi vedere l’effetto sulla parete; fatto sta che queste parole mi hanno fatto riflettere (ancora).

Sono parole semplici, che a dirle sembrano quasi banali, ma in realtà se ci pensiamo bene, se tutti i giorni prendessimo la vita secondo questa filosofia, forse arriveremmo in fondo alla giornata un po’ meno stressati, un po’ più sereni e spensierati e riusciremmo, anche, a vedere il mondo sotto altri aspetti.

Non so se ne sarò capace, ma voglio metterlo fra i buoni propositi del prossimo anno: Affrontare la giornata secondo la filosofia delle 3L.

Live every moment (Vivi ogni attimo)

Laugh every day (Sorridi ogni giorno)

Love beyond words (Ama al di là delle parole)

 

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