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Tortino di verdure dell’orto

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È tempo di un  bel tortino di verdure, si ma quelle del nostro orto.

“Chi semina, raccoglie”.

tortino di verdure

Diceva un antico detto, e dopo tanta fatica, infatti anche noi stiamo cominciando a raccogliere quello che abbiamo seminato qualche mese fa.

Così in questi giorni caldissimi il nostro orto sta cominciando a regalarci zucchine, pomodori a volontà e anche delle tenerissime patate novelle.

E noi ricambiamo preparando, con le verdure appena raccolte, questo coloratissimo (e anche buonissimo) tortino di verdure.

Per prepararlo ho addirittura sfidato caldo e umidità e acceso il forno. Ma ne valeva la pena!

Tortino di verdure

tortino di verdure

Ingredienti

zucchine

pomodorini datteri q.b.

patate novelle medie

1 mozzarella

olio extravergine di oliva

sale q.b.

Parmigiano reggiano (opzionale)

Ho volutamente omesso le quantità, perché anche questa è una preparazione in cui occorre andare a occhio.

Vi piacciono di più le zucchine? Bene aggiuntene quante ne volete.

La volete più rossa? aumentate la quantità dei pomodori.

Non volete aggiungere formaggi? Fate un altro strato di zucchine, oppure inserite delle melanzane!

Questo tortino di verdure rientra in quella categoria di ricette per cui le dosi non sono necessarie, occorre andare a sensazione e gusto personale.

Quindi, liberate la fantasia e accendete il forno!

Preparazione

Lavare e tagliare le zucchine a fettine sottili, aiutandovi con una mandolina.

Mettetele in colapasta aggiungendo del sale, per rimuovere il liquido, per almeno un paio d’ore.

Ungete una pirofila da forno.

rivestitela con un primo strato di zucchine.

Unite le fettine di patate e ricoprite con i pomodorini.

Aggiungete le fettine di mozzarella e poi ricoprite nuovamente con uno strato di patate, pomodorini e zucchine.

Salate e aggiungete un filo d’olio.

Cuocete in forno a 200°C per circa 20 minuti, coprendo la pirofila con un foglio di alluminio.

Togliete dal forno, e tagliate. Cospargete con una spolverata di parmigiano a piacimento.

Servite calda o tiepida.

 

 

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Risotto zafferano e salsiccia con porri e burro alle noci

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Questo risotto zafferano e salsiccia con porri e burro alle noci è la ricetta ideale per una piovosa domenica di  Maggio (che sembra Novembre)

Durante tutta la settimana, ho pensato a cosa avrei potuto cucinare per questa Domenica; essendo l’unico giorno in cui pranziamo tutti insieme, cerco sempre qualcosa di particolare o diverso.

Avevo in mente una bella insalata di riso fredda, leggera e colorata, magari da gustare in giardino per inaugurare la stagione estiva, e invece il meteo mi ha fatto cambiare programma all’ultimo minuto.

Per una giornata con temperature molto poco primaverili, ci voleva qualcosa di caldo e corposo, proprio come questo risotto zafferano e salsiccia con porri, mantecato con burro alle noci.

Una ricetta semplice, che richiede poco impegno ai fornelli, ma che regala al palato una piacevole coccola  grazie all’armonia dei sapori.

Lo zafferano impreziosisce (in tutti i sensi) il piatto con una nota di colore giallo, che richiama ancora i colori (e sapori) dell’inverno, e con la sua preziosità e raffinatezza, contrasta con la salsiccia e il porro, ingredienti prettamente semplici e rustici. Il burro alle noci fa da paciere fra i due estremi di questa ricetta, amalgamando insieme tutti i sapori.

risotto zafferano e salsiccia

Il risotto allo zafferano e salsiccia con porri e burro alle noci rappresenta il nostro saluto a questo lungo inverno, che ancora oggi fa sentire la sua ingombrante presenza. Ma per quanto interminabile e spietato possa sembrare, prima o poi anche quest’anno l’inverno lascerà il posto alla più mite e comprensiva primavera.

E finalmente potremmo sbizzarrirci con ricette più frizzanti e colorate.

 

Questa ricetta partecipa al Contest Rice Food Blogger 2017 – Chef Giuseppina Carboni, in collaborazione con Associazione Italiana food Blogger Risate&Risotti, Chef Academy e Chef&Maitre.

Risotto zafferano e salsiccia con porri e burro alle noci

risotto zafferano e salsiccia

Ingredienti

320 g di riso carnaroli

1 salsiccia

1 porro

1 l di brodo vegetale

olio d’oliva

vino bianco q.b.

burro alle noci (1 cucchiaio)

 

Procedimento

In una casseruola versare un cucchiaio d’olio e far soffriggere il porro, tagliato a listarelle e la salsiccia.

Quando il porro è imbiondito, aggiungere il riso e saltare per un minuto.

Sfumare con il vino bianco.

Aggiungere a poco a poco il brodo vegetale ben caldo e continuare la cottura mescolando spesso.

Nei miei risotti non aggiungo sale, perché utilizzo del brodo vegetale realizzato con il mio dado vegetale fatto in  casa che è molto salato e saporito.

Indicativamente, per questa quantità di riso dovrebbero occorrere tra i 900 ml e 1l di brodo, ma su questo io vado molto “a occhio” e siccome preferiamo i risotti più asciutti, ne uso un pò meno.

Mantecare con il burro alle noci e servire subito!

 

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Frittata con farina di ceci alle patate

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Ormai mi sono innamorata della frittata con farina di ceci (e si vede)!

Il primo esperimento della frittata con farina di ceci, risale a quasi un anno fa, quando ho sperimentato proprio questa ricetta  con le patate!

Da allora l’ho riproposta diverse volte e in diverse versioni, come ad esempio quella con le lenticchie (tendenzialmente più invernale) che vi ho raccontato per CasaItaliana!

Ma la frittata con farina di ceci per eccellenza è lei: quella con le patate!

frittata con farina di ceci

Le mie figlie l’adorano, tanto è che me la chiedono anche come pranzo al sacco per le gite scolastica!!

In effetti la frittata di farina di ceci è veramente buona e leggera; senza uova, senza latte, con solo olio extravergine di oliva, si può mangiare anche tutti i giorni, ed è versatile come una normale frittata!

La frittata, infatti, è un piatto classico semplice e veloce, ma può rimanere particolarmente pesante e di difficile digestione; infatti se ne consiglia il consumo una volta ogni tanto.

Invece con la frittata con farina di ceci possiamo concederci questo piatto anche più volte la settimana!!

Oggi l’abbiamo preparata con le patate novelle tagliate a fettine sottili, ma visto che andiamo verso la bella stagione, la prossima volta la sperimenterò con le zucchine, che io adoro.

Frittata con farina di ceci alle patate

Ingredienti

(per la frittata)

120 g di farina di ceci

360 g di acqua

5 cucchiai di olio EVO

sale q.b.

(per la farcitura)

5 patate novelle tagliate a fettine sottili

sale

1 rametto di rosmarino

frittata con farina di ceci

Procedimento

In una casseruola sciogliere la farina di ceci con l’acqua; aggiungere l’olio e il sale e mescolare bene. Lasciare riposare per 10 minuti.

Nel frattempo, sbucciare le patate e tagliarle a fettine sottili.

Scaldare in una padella un po’ d’olio d’oliva e cuocervi le patate per circa 10 minuti (dovranno essere dorate).

Aggiungere il composto di farina di ceci e cuocere come una normale frittata.

A fine cottura aggiungere qualche foglia di rosmarino.

 

Servire accompagnata da un’insalata di carote julienne.

 

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Schiacciata di Pasqua (o Sportina)

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Oggi si festeggia la Giornata Nazionale della Pizza, Pinza, Crescia e Schiacciata di Pasqua, secondo il Calendario Italiano del Cibo, di cui Donatella Bartolomei è Ambasciatrice.

Pizza, Pinza, Crescia di Pasqua o Schiacciata di Pasqua sono modi diversi di chiamare lo stesso dolce, tipico del periodo Pasquale, che ha la forma di un Panettone ma contiene semi d’anice al posto dei canditi (almeno nella versione Toscana che conosco io).

A Villamagna, un piccolo paesino nell’entroterra pisano vicino a Volterra, dove abita la mia nonna (e dove anche io ho vissuto per un periodo di tempo, lasciando una parte di cuore) la Schiacciata di Pasqua si chiama anche Sportina.

Mi sembra doveroso, quindi, contribuire a questa Giornata Nazionale, raccontandovi questa mia storia sulla Schiacciata di Pasqua o “Sportina”.

schiacciata di pasqua

 

Questa storia inizia tanto tempo fa, ancora prima che io nascessi, quando anche mia madre era piccola, ma i suoi racconti sono così precisi e ricchi di particolari che mi sembra di averli vissuti in prima persona.

Qualche giorno prima di Pasqua, in casa della mia bis-nonna, inziava il fermento: era il momento di preparare le Sportine, quelle per i familiari, quelle da regalare, quelle da vendere. Sulla tavola grande di marmo della cucina c’erano dozzine di uova in attesa di essere sbattute e tanta tanta farina e semi di anice che non aspettavano altro che essere impastati da mani forti e decise, ma allo stesso tempo delicate, come quelle della mia bis-nonna.

La preparazione della Schiacciata di Pasqua era lunga e laboriosa e richiedeva diversi rimpasti: non c’erano orari, perchè la lievitazione naturale non conosce orologio! L’impasto cresceva e lievitava in tempi diversi i base a vari fattori, come la temperatura della cucina, l’umidità dell’aria e, componente non scientifica ma per i Credenti altrettanto fondamentale, il volere di Dio. Infatti tutte le volte che la mia bis-nonna “rimpastava” la Sportina e la metteva a lievitare, pregava affinchè lievitasse correttamente e “non passasse di lievito“.

Questa frase me l’avranno ripetuta un’infinità di volte:

“Bisogna stare attenti che l’impasto non passi di lievito”!

Il che significava evitare di lasciare in lievitazione l’impasto troppo tempo per prevenirne la fermentazione eccessiva.

Quindi, non si poteva “sgarrare” con l’orario: se si prevedeva che ci si dovesse “levare” dal letto alle 3 di notte per rimpastare il lievito, non ci si poteva “trastullare” troppo!

Nella preparazione dell’impasto, date anche le quantità elevate di Schiacciata di Pasqua che producevano, la mia bis-nonna si alzava anche tre volte a nottata per rimpastare il lievito.

Ma, la fase critica era anche la cottura, perchè, anche lì, le variabili erano molte. Le Sportine veniva cotte nella cucina economina a legna e non sempre la temperatura e umidità rimanevano costanti.

Il vero disastro capitava quando, per un motivo o per un altro, la Schiacciata di Pasqua “andava giù“, ovvero lievitava bene all’inizio della cottura ma poi si sgonfiava nel centro (e questo è successo, spesso anche a me..anche per questo articolo!!!!). Queste Sportine non erano più vendibili o regalabili: una vera tragedia.

Infatti, in questi casi la mia bis-nonna indossava una “pezzola nera” perchè per lei era proprio come un lutto vero!

schiacciata di pasqua

Questo è un esempio di Schiacciata di Pasqua “andata giù”; come si può vedere al centro non è gonfia come dovrebbe essere. Il problema comunque è solo estetico, la bontà è identica a quella “perfetta”

Le Sportine “malate” venivano mangiate in famiglia: per la mia mamma e la mia zia, ma anche per me molto tempo dopo, questo, invece di un disastro, era una vera fortuna perchè ci potevamo abbuffare! Esteticamente, non erano perfette ma il sapore era superbo come quelle correttamente lievitate (che però non potevamo mangiare perchè dovevano essere regalate)!!!!

Oggi con i forni elettrici, e la tecnologia moderne, la Schiacciata di Pasqua si può preparare più velocemente, ma a dire la verità, io non sono mai più riuscita a mangiare una Schiacciata di Pasqua buona come quella che faceva la mia bis-nonna.

schiacciata di pasqua

Nella foto: ovetti in Alabastro, realizzati artigianalmente dagli Alabastri di Volterra.

Schiacciata di Pasqua

Ingredienti

500 g di Farina 0
300 g  di zucchero semolato
50 g  di lievito di birra
5 uova
1 arancio rosso (la buccia grattugiata e il succo spremuto)
1/2 bicchiere di liquore (tipo rosolio di menta o Marsala)
1/2 bicchiere di latte
120 gr tra burro e olio
anice a volontà

Preparazione

Preparare il lievitino.

Sciogliere 25 g di lievito in una ciotola, con mezzo bicchiere di acqua tiepida e 150 g circa di farina, coprire con un panno e lasciate lievitare al caldo in un luogo riparato per 30 minuti.

In una terrina far ammorbidire i semi di anice  nel liquore mescolato con la buccia grattugiata di arancia.

Unite al primo impasto metà di tutti gli ingredienti: farina, uova, zucchero, burro leggermente ammorbidito, metà del composto di liquore con gli anici.

Impastare tutti gli ingredienti a mano fino a quando l’impasto non diventa liscio, mordido ed elastico.

Fare lievitare questo impasto in forno al minimo per circa 1 ora e mezza.

Unire poi il resto degli ingredienti e impastare nuovamente.

Stendere l’impasto su una superficie piana unta con un filo di olio.

Prendere due stampini di carta per Sportine e riempirle con l’impasto.

Fare lievitare nuovamente l’impasto nel forno per 3 ore.

Alla fine del tempo, togliere gli stampi e preriscaldare il forno a 160 gradi.

Spennellate la superficie della Schiacciata di Pasqua con un tuorlo d’uovo e infornate.

Lasciare in forno per circa un’ora, e poi fare riposare e raffreddare a forno aperto sulla griglia.

Accompagnare con Vin Santo.

 

Schiacciata di Pasqua, versione veloce

Della Schiacciata di Pasqua esiste anche la versione “veloce” (se così si può chiamare!). Gli ingredienti sono gli stessi, ma l’impasto viene preparato tutto in volta e messo a lievitare nel forno acceso a 50°C.

Mano a mano che la Schiacciata di Pasqua lievita, occorre aumentare la temperatura del forno, sempre di qualche decina di grado, fino a che il dolce non ha raggiunto il bordo dello stampo.

A questo punto va alzata la temperatura a 160 °C e portata a fine cottura.

schiacciata di Pasqua

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Orecchiette fatte in casa topinambur e pancetta

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Questo weekend ho voluto effettuare un altro esperimento: le orecchiette fatte in casa, condite con un topinambur e pancetta.

Galeotto è stato il Calendario del Cibo Italiano, che proprio pochi giorni fa ha festeggiato la Giornata Nazionale delle orecchiette alle cime di rapa, di cui Enrica Gouthier è stata ambasciatrice. Così è venuta voglia anche a me di preparare le orecchiette fatte in casa.

In questo caso ho sfatato un altro mito. Ho sempre pensato infatti che le orecchiette fatte in casa fossero difficili da fare e molto laboriose!

In realtà in meno di un’ora avevo preparato tutto; dall’impasto, alle orecchiette e persino il condimento, comprese foto e allestimento dello shooting fotografico!!!

Probabilmente non saranno perfette come quelle realizzate dalle mani esperte di chi le prepara da sempre, ma per essere la prima volta, mi ritengo soddisfatta.

orecchiette fatte in casa

L’idea era quelle di condire queste orecchiette fatte in casa con le classiche cime di rapa, ma il “colore verde” non è molto gradito dalle mie figlie! E le cime di rapa, sono indiscutibilmente molto verdi!

Ho dovuto quindi ripiegare (a mio malincuore) su un condimento a loro più gradito, ma sono riuscita a trovare un compromesso, grazie ai topinambur!

Avevamo già parlato dei topinambur e delle loro proprietà nell’articolo sulla vellutata. In questa ricetta, invece, li ho utilizzate stufati insieme a pancetta, pecorino romano e erba cipollina (che è verde, ma si nasconde bene nell’insieme!).

Questo condimento si prepara espresso in 15 minuti, il tempo di stufare i topinambur.

Noi abbiamo apprezzato !!!

orecchiette fatte in casa

Orecchiette fatte in casa con topinambur e pancetta

Ingredienti

Per le orecchiette

250 g di semola di grano duro

150 g di acqua

1 cucchiaio di olio

Per il condimento

500 g di topinambur

200 g di pancetta affumicata

erba cipollina

pecorino romano

Procedimento

Per prima cosa prepariamo le orecchiette fatte in casa.

Versare la semola su una spianatoia e formare la classica fontana. Versarvi lentamente l’acqua al centro ed iniziare ad impastare.

Aggiungere l’olio alla fine e continuare ad impastare fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo.

Racchiudere nella pellicola trasparente e lasciar riposare in frigo per 10 minuti.

orecchiette fatte in casa

Riprendere la pasta, dividerla in più parti e formare dei tubi non troppo sottili.

Tagliare con un tagliapasta, ricavando degli gnocchetti.

Con un coltello piatto e dalla punta tonda far scorrere gli gnocchetti sulla spianatoia per dare la forma curva.

Riprendere ogni gnocchetto di pasta e rovesciarlo sul dito pollice, per dare la classica forma delle orecchiette fatte in casa.

orecchiette fatte in casa

Nel frattempo, stufate in padella i topinambur sbucciati e tagliati a tocchetti, con poca acqua.

Quando saranno cotti (devono essere morbidi) aggiungere la pancetta e continuare a rosolare per 5 minuti.

Lavare ed asciugare l’erba cipollina e tagliarla finemente. Aggiungerla al sugo di topinambur e pancetta.

Cuocere le orecchiette fatte in casa in abbondante acqua salata e scolarle con la schiumarola una volta che verranno a galla.

Saltarle in padella con il topinambur e la pancetta e aggiungere il pecorino romano grattugiato.

Servire subito.

orecchiette fatte in casa

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