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Pizza fatta in casa per Mtchallenge

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Questo mese partecipo anche io, ufficialmente per la prima volta,  alla sfida n° 58 di Mtchallenge, che stavolta ci porta nel regno della Pizza fatta in casa.

pizza fatta in casa
La pizza fatta in casa è il nostro piatto “familiare” per eccellenza, la sua preparazione coinvolge tutta la famiglia ed è anche uno dei nostri più amati comfort food.
Quando infatti abbiamo voglia di qualche coccola culinaria, ci concediamo un bel “pizza-party” a base di pizza fatta in casa, da mangiare “come capita”, guardando un film (o più spesso un cartone animato!) e bevendo “schifezze”, come dicono le mie bambine.

Siamo quindi stati ben felici di veder che la sfida di questo mese era proprio sulla pizza fatta in casa!

Fra le varie proposte di Antonella (terzo giudice di questa sfida) noi abbiamo scelto la versione con il  lievito madre, che utilizziamo da tempo, con pre-impasto, maturazione in frigo e lievitazione a temperatura ambiente e teglia.

pizza fatta in casa

Il procedimento descritto da Antonella ci ha incuriosito molto; è piuttosto diverso da quello che utilizziamo di solito noi, per questo lo abbiamo provato molto volentieri.

E i risultati non ci hanno deluso! L’impasto al termine della lievitazione è molto elastico, si stende con facilità, non si attacca alla teglia (io ho utilizzato pochissimo olio) e la pizza è leggerissima.

Per quanto riguarda le farine da utilizzare l’indicazione era sulla quantità di proteine e nella nostra ricetta noi abbiamo utilizzato un mix tra farina 0 (comune) e farina tipo 1 del Molino Pasini in uguale quantità.

L’unica libertà che ci era stata lasciata era sulla farcitura e per questa pizza fatta in casa noi abbiamo scelto una farcitura con mozzarella, petali di zucchine e pomodori ciliegini, in versione patriottica decorata come la bandiera dell’Italia.

pizza fatta in casa

Pizza fatta in casa con lievito madre

Ingredienti

450 g di farina (225 g farina 0 e 225 g farina tipo 1)

320 ml di acqua minerale

130 g di lievito madre

15 g di sale

Per la farcitura

3 zucchine

10 pomodorini

400 g di mozzarella

sale grosso q.b.

Procedimento

Il lievito madre deve essere rinfrescato almeno il giorno prima della preparazione dell’impasto.

Procedere al pre-impasto sciogliendo 130 g di lievito madre in 130 g di acqua e aggiungendo 130 g di farina. Amalgamare velocemente e lasciare lievitare per circa 2 ore.

pizza fatta in casa

Successivamente setacciare il resto delle due farine, trasferirle in ciotola, fare la fontana, aggiungere il lievito madre pre-impastato, il resto dell’acqua e il sale sulla farina, verso il bordo della ciotola.
Iniziare a incorporare man mano, poi ribaltare sulla spianatoia e impastare per una decina di minuti, sbattendo e piegando più volte.
Fare una palla, trasferirla in ciotola, coprire con pellicola e mettere subito in frigo.

pizza fatta in casa

Lasciar maturare 8/10 ore. Io ho lasciato 1 notte in frigo e 1 mattina.

Togliere dal frigo e lasciare a temperatura ambiente per almeno 2 ore.

Ribaltare sulla spianatoia e stendere con le mani.

Ungere leggermente una teglia e adagiarvi la pizza.

pizza fatta in casa

Lasciare lievitare per altre 2 ore.

Riscaldare bene il forno alla massima temperatura. Il mio non supera i 250°C.

Farcire la pizza con la mozzarella e farla cuocere in forno per circa 20 minuti, durante i quali controllare che cuocia bene sia la parte sotto e non bruci la mozzarella.

Io l’ho spostata sul ripiano inferiore dopo circa 10 minuti.

5 minuti prima del termine della cottura, aggiungere i petali i zucchine, i pomodorini tagliati a metà, un giro d’olio d’oliva e sale grosso.

Tagliare a fette e mangiare subito.

Nota:

questa pizza è buonissima anche il giorno successivo!

 

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Pane e pomodoro con pane di semola di Deborah&Francesco

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Oggi il Calendario del Cibo Italiano festeggia un classico della Cucina Italiana, dedicando una Giornata Nazionale al Pane e Pomodoro.

Sono onorata di essere io stessa Ambasciatrice di questa giornata non soltanto perché il pane e pomodoro  è uno dei miei cibi estivi preferiti ma anche perché ad esso sono legati tanti miei bei ricordi d’infanzia.

Il pane e pomodoro era infatti una delle mie merende preferite di quando ero bambina, che mia nonna e mia mamma mi preparavano ben volentieri  con delle abbondanti fette di pane Toscano, i pomodori maturi dell’orto, il basilico fresco e un bel giro d’olio extravergine.

pane e pomodoro

Come vi racconto nell’articolo ufficiale sul sito dell’Associazione Italiana Foodblogger il pane e pomodoro è una ricetta semplice di origine povera il cui forte valore identitario l’ha resa una delle pietanze più conosciute e tramandate nella Cucina Italiana.

Qui, oggi, ve la ripropongo utilizzando un pane particolare; il pane di semola, che due miei amici, Francesco e Deborah, marito e moglie con una grande passione per la panificazione, mi hanno gentilmente offerto per l’occasione.

Il pane di semola è un pane rustico che ben si addice all’abbinamento con il pomodoro. La preparazione con lievito madre e la lunga lievitazione lo rendono poi ancora più particolare.

Pane e pomodoro con pane di semola di Deborah & Francesco

Ingredienti per il pane

600 g di semola rimacinata
400 g di acqua
150 g di lievito madre solido
5 g di malto
12 g di sale

Procedimento

pane e pomodoro

Rinfrescare il lievito.
Circa 30 minuti prima che il lievito sia pronto lasciare la semola in autolisi, mescolando tutta la quantità di semola con 330 g di acqua a temperatura ambiente (circa 20°C) per circa 30 minuti.

L’autolisi è un passaggio importante in panificazione ma anche per tutte le altre preparazioni di lievitati perché dona al prodotto finale numerosi benefici:  la consistenza dell’impasto risulta assai liscia, elastica e malleabile e capace di assorbire maggiori quantità d’acqua. Il prodotto finito acquisisce un volume maggiore e la sua mollica risulta molto sviluppata e soffice. Si hanno altresì benefici a livello organolettico (come gusto e profumo) e di conservabilità.

Trascorso il tempo necessario per l’autolisi della semola, aggiungere il malto, il lievito madre e una parte dell’acqua restante.

Quando l’impasto sarà omogeneo aggiungere il sale e l’acqua rimasta.

Anche il sale è un ingrediente fondamentale delle preparazioni lievitate, anche delle preparazioni dolci, perché purché si rispettino le percentuali (1% sul totale della farina per le preparazioni dolci) consente di attivare la lievitazione e ridurre l’eventuale nota di acido.

Una volta completato l’impasto, pirlarlo fino ad ottenere una palla omogenea e farla lievitare a 30°C in una ciotola leggermente oleata fino al raddoppio del volume.

Una volta terminata la lievitazione trasferire l’impasto sulla spianatoia e dividerlo in due pezzi da circa 500 g l’uno.

Formare dei filoni ripiegando verso il centro, prima l’angolo sinistro e poi il destro e pressarlo con i pollici fino a chiusura.

Stendere un canovaccio pulito sul piano di lavoro o su una teglia e cospargerlo di semola. Adagiarvi sopra il primo filone, poi piegare il canovaccio a fisarmonica in modo da separare i due impasti, e adagiarvi anche il secondo filone.

Cospargere con la semola e chiudere con un canovaccio.

Lasciar lievitare altre 2 ore.

Ribaltare le pagnotte su una teglia e inciderle con una lametta (o un coltello ben affilato) con un taglio inclinato a 45° e profondo 2 cm.

Cuocere a 250°C con forno statico con vapore (vaporizzare ad esempio con il vapore del ferro da stiro l’interno de forno appena prima di infornare il pane) per 15 minuti.

Abbassare poi a 220°C e continuare la cottura per altri 30 minuti.

A cottura ultimata togliere dal forno e lasciar raffreddare su una griglia in modo da eliminare tutta l’umidità accumulata in cottura.

Lasciare raffreddare completamente prima di tagliare.

Questo pane si mantiene  soffice per qualche giorno (anche 1 settimana).

Una volta tagliato a fette il pane di semola, per preparare il vostro pane e pomodoro, basterà strusciare su ogni fetta il pomodoro fresco ben maturo, condire con un pizzico di sale ed un filo d’olio. Decorare con una foglia di basilico.

pane e pomodoro

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Grissini di pasta madre pomodoro e basilico

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I grissini di pasta madre pomodoro e basilico sono il mio contributo per la Giornata Nazionale dei Grissini secondo il  Calendario del Cibo Italiano di AIFB di cui Valentina Venuti è Ambasciatrice .

I grissini di pasta madre al pomodoro e basilico realizzati semplicemente (e anche molto velocemente) utilizzando la pasta madre di riporto sono un ottimo sostituto del pane, ma sono perfetti anche da sgranocchiare tra un pasto e l’altro.

Tutte le settimane quando procediamo al rinfresco del nostro amatissimo lievito madre, capita spesso che dobbiamo buttarne una parte, perché non tutto può essere utilizzato, ma questo è un vero peccato, perché si tratta sempre di uno spreco di materia prima che può tranquillamente diventare un lavorato d’eccellenza.

Così dopo aver sperimentato le tigelle in padella, con pasta madre in esubero, che comunque richiedono alcuni passaggi e accortezze per eliminare quella nota acidula dovuta alla fermentazione lievito madre, ho tentato l’esperimento grissini.

Per l’occasione abbiamo preparato questi grissini di pasta madre al profumo di pomodoro e basilico, arricchiti con olio piccante per renderli ancora più gustosi e saporiti .

grissini di pasta madre

I grissini di pasta madre, sono semplici e veloci, dicevano, perché non necessitano di lievitazione e sono quindi adatti ad essere cotti e mangiati.

Simpatici, colorati (grazie all’effetto del pomodoro) e volutamente imperfetti nella forma lavorata velocemente a mano per creare anche una nota di movimento sula tavola.

Questi grissini di pasta madre pomodoro e basilico sono perfetti per accompagnare salumi e formaggi (anche quelli freschi: provateli con lo stracchino !!).

Grissini di pasta madre pomodoro e basilico

Ingredienti

300 g di farina 0

200 g di lievito madre in esubero

90 g di olio EVO

150 g di acqua

basilico

concentrato di pomodoro q.b.

sale grosso

1 cucchiaino di olio piccante

grissini di pasta madre

Procedimento

Sciogliere il lievito madre nell’acqua, aggiungere l’olio, la farina, il concentrato di pomodoro e il basilico lavato e tritato finemente.

Impastare fino ad ottenere un composto omogeneo.

Dividere l’impasto in piccole palline.

Stendere con le mani ogni parte dell’impasto dando la classica forma del grissino.

Passare ogni grissino nel sale grosso e posizionare su una teglia ricoperta di carta da forno.

Cuocere in forno caldo a 180°C per circa 10-15 minuti

 

I grissini di pasta madre si conservano chiusi in un contenitore o in un sacchetto (tipo quello dei surgelati) per diversi giorni.

 

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Focaccia fave pecorino con pancetta

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La focaccia fave pecorino e pancetta è il mio contributo per  la Giornata Nazionale delle Fave e Pecorino, secondo il Calendario del Cibo Italiano di cui sono Ambasciatrice

La focaccia fave pecorino e pancetta mi è sembrata, infatti, una ricetta adatta a festeggiare una giornata speciale come quella del 1° Maggio, dedicata a famiglia, amici e scampagnate; anche se come vi racconto nell’articolo ufficiale del Calendario del Cibo Italiano, a questi due ingredienti non è stato sempre attribuito un significato benevolo.

Ma fortunatamente ormai da diversi anni fave e pecorino simboleggiano anche la Primavera.

La Primavera è, per definizione, la stagione dei pic-nic all’aria aperta, delle merende-cene in giardino e dei barbecue con gli amici. La focaccia farcita è un must in queste occasioni!

E per questa occasione ho realizzato questa focaccia fave pecorino, arricchita con pancetta: rustica, morbida e saporita  che ricorda sapori  antichi genuini.

focaccia fave e pecorino

La focaccia fave pecorino e pancetta può essere servita sia come antipasto per accompagnare le vostre grigliate di carne, altro rituale delle feste del 1° Maggio, oppure da sgranocchiare sdraiati su una coperta in mezzo ad un bel prato fiorito, cosa che per altro personalmente preferisco.

In questa ricetta, i sapori della pancetta, fave e pecorino si amalgamano benissimo tra di loro e si compensano a vicenda senza che nessuno prevalga sull’altro.
La focaccia preparata con un mix di farine tipo 0 e di tipo 1 conferisce robustezza e all’insieme e un tocco di rusticità che esalta il piatto.

focaccia fave pecorino

Ho sperimentato questa ricetta, un pò per curiosità, perché volevo cercare un modo diverso di preparare la focaccia farcita, al posto della solita prosciutto cotto e mozzarella, ma anche perché gli ingredienti mi ricordano alcuni momenti della mia infanzia.

Quando ero piccola, infatti, spesso approfittavamo delle feste di Primavera per ritrovarci nel casolare di campagna degli amici dei miei genitori  e organizzavano delle merende-cene.
Apparecchiavamo  nella  taverna; le classiche taverne dei casolari di campagna, con le lunghe tavolate di marmo e i salami e prosciutti, di produzione casalinga, appesi alle travi del soffitto che sprigionavano quell’odore tipico. Non si poteva non avere fame a qualsiasi ora del giorno.

Mi ricordo queste grandi tavolate, apparecchiate con le tipiche tovaglie a quadretti bianche e rosse, il fiasco del vino “della casa” sempre a centro tavola e rigorosamente rosso, le forme di pecorino, la pancetta fatta in casa dai nonni, alla vecchia maniera, e i cestini con le fave appena raccolte nell’orto da sgranare e sgranocchiare insieme.

E mentre mangiavamo, aspettavamo i “Maggiolini”, un coro folkloristico di cantanti locali di Suvereto, (il mio paese di nascita) che, proprio nel periodo di Maggio (da cui il nome), passava di casa in casa a cantare gli stornelli in dialetto toscano.

In quelle occasioni non si preparavano  grandi piatti elaborati, decorati o rifiniti, ma cose semplici e genuine; non si facevano grandi preparativi, ma si mangiava “quello che c’era in casa“, e che, poi, era sempre tanto e buono! L’importante era la compagnia e la spensieratezza con cui si vivevano quei momenti.

I ricordi nella memoria sono un pò vaghi, ma questi profumi sono rimasti ben saldi nella mia mente.

Così ho voluto riunirli tutti in questa ricetta della focaccia fave pecorino e pancetta.

focaccia fave pecorino

Focaccia fave pecorino e pancetta

Ingredienti

1 dose di pasta per la pizza come da ricetta base sostituendo metà farina 0 con farina tipo 1.

200 g di fave (crude o congelate)

150 g di pecorino grattugiato (si può usare sia quello Romano sia quello Toscano)

100 g di pancetta (a dadini o a fettine)

Procedimento

Preparate l’impasto della focaccia come il classico impasto per la pizza con lievito madre, ma sostituite metà della farina tipo 0 con la farina tipo 1.

Lasciate lievitare l’impasto per 12/24 ore.

Sgranate le fave crude e  bollitele in acqua per circa 10 minuti e successivamente spellatele.

Grattugiate il pecorino.
Stendete la focaccia con le mani su una placca da forno unta con olio extravergine di oliva.

Lasciate la focaccia abbastanza alta in modo che non secchi troppo durante la cottura.

focaccia fave pecorino
Versate una buona dose di olio di oliva sulla superficie della focaccia, adagiatevi le fave sgusciate e il pecorino grattugiato.

Cuocete in forno caldo a 180°C per circa 15 minuti. Al termine della cottura, togliete dal forno e unite la pancetta.

Servite caldissima.

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Pizza bianca Romana – il mio esperimento

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Questa versione della pizza bianca romana è il mio contributo all’omonima Giornata Nazionale secondo il Calendario Italiano del Cibo, di cui Cristina Simonelli è Ambasciatrice.

La pizza bianca romana, un pò pizza e un pò focaccia, è una ricetta classica della tradizione romana. Non c’è bambino a Roma che non ne abbia un pezzetto in cartella da sgranocchiare a merenda!!

Buona da sola, anche se <<la morte sua>> è con la mortadella (o mortazza, detto alla Romana), la pizza bianca romana, nasce da un’esigenza degli antichi fornai della capitale che, per conoscere la temperatura dei loro forni, infornavano l’impasto per testarne il calore.

Mai si sarebbero immaginati che la pizza bianca sarebbe diventata, in assoluto, uno dei prodotti da forno più consumati nella città capitolina.

pizza bianca romana

La ricetta originale della pizza bianca romana, nonostante sia composta da ingredienti semplici, è piuttosto complessa; ha un’idratazione medio alta, se impastata a mano necessita di diversi passaggi per dare modo all’impasto di asciugarsi e compattarsi, ma soprattutto ha bisogno di una spinta di calore elevata (tipica solo dei forni a legna) nella prima fase della cottura.

Replicarla a casa è complesso, soprattutto perché i forni elettrici di casa non raggiungono le temperature dei forni a legna.

Nonostante tutto ho voluto provare lo stesso, a realizzare la pizza bianca romana in casa, e questo è il risultato del mio primo esperimento.

Non sarà uguale a quella che si trova in vendita nei forni e panetterie di Roma, ma per essere la prima volta, ci siamo accontentati. Ovviamente non ne è rimasta nemmeno una briciola…

Per questo esperimento ho utilizzato, per il primo impasto, il Bimby in modalità planetaria, ed ho cotto la pizza bianca romana sulla pietra refrattaria che ho nel forno di casa.

Di ricette ne ho trovate diverse in rete, alla fine ho preso spunto da questa specifica per il Bimby, che ho riadattato per poter utilizzare il mio amato lievito madre.

Pizza Bianca Romana

pizza bianca romana

Ingredienti

50 g di olio Extravergine di Oliva

300 g di farina acqua

40 g di lievito madre

5 g di malto

400 g di farina Manitoba (+ quella necessaria per i successivi rimpasti)

1,5  cucchiaino di sale

sale grosso

Procedimento

Nel boccale sciogliere il lievito madre con il malto:  30 secondi, 37° C, velocità 4.

Aggiungere la farina, il sale: impastare 1 minuto, velocità Spiga.

A questo punto, ungere completamente  una ciotola utilizzando 1/3 dell’olio. Versarvi l’impasto (sarà molto morbido e appiccicoso) e lasciarlo lievitare per almeno 6 ore.

Riprendere l’impasto con le mani infarinate e eventualmente aggiungendo un pò di farina per poterlo lavorare.

Ripiegare i bordi dell’impasto verso il centro e aggiungere ancora una parte dell’olio.

Ripiegare nuovamente.

Lasciare lievitare per altre 3 ore.

Trascorse le ore, ripetere l’operazione di piegatura e aggiunta dell’olio e lasciare riposare ancora per 2-3 ore.

Stendere la focaccia su un foglio di carta di forno (che useremo solo per stenderla), ungerla in superficie e salare con il sale grosso.

Riscaldare la pietra refrattaria nel forno. Quando avrà raggiunto la temperatura massima, adagiare la pizza bianca romana sulla pietra e cuocere per circa 15 minuti.

Servire vuota o farcita con affettati.

pizza bianca romana

 

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