Archive for Ricette in viaggio

Strudel di mele con pasta sfoglia

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Cosa potevo mai cucinare, al rientro a casa, dopo quattro giorni in Trentino Alto Adige? Ovviamente uno strudel di mele! E cos’altro altrimenti?

Girando per Mercatini (e non solo..perchè il Trentino è un pò come la Toscana, ovunque ti giri c’è sempre qualcosa di bello da vedere!!), ho visto passarmi davanti tante di quelle fette di strudel di mele di tutte le forme, taglie e contenuto, ma per un motivo o per un altro non sono riuscita a mangiarne nemmeno una…

Così sono rimasta con l’acquolina in bocca..Ma appena ripreso possesso della mia cucina non ho resistito alla tentazione di prepararmi uno strudel di mele con le mie mani (e con le mele renette acquistate in Trentino!).

Non sarà perfetto come quello originale, ma per essere la prima volta che lo preparavo va benissimo!

strudel di mele

 

Gli amici Trentini mi perdoneranno l’utilizzo della pasta sfoglia pronta invece della tradizionale pasta fatta in casa, ma avevo pochissimo tempo per preparalo (e  troppa voglia di mangiarlo!!).

Strudel di mele con pasta sfoglia

Ingredienti

1 rotolo di pasta sfoglia pronta

3 mele renette

uvetta

pinoli (o noci)

cannella

1 limone

zucchero  di canna

Procedimento

Tagliare le mele a tocchetti e lasciarle riposare in una terrina con il succo di limone, l’uvetta e lo zucchero di canna per almeno un paio d’ore.

strudel di mele

Srotolare la pasta sfoglia. Stendere al centro della sfoglia il composto di mele.

Chiudere la sfoglia e praticare con un coltello dei tagli in superficie.

strudel di mele

Cuocere in forno caldo a 200 °C per 15 minuti.

Lo strudel di mele è pronto!!!

E io ne ho già mangiate due fette….

strudel di mele

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Canederli dell’Hotel Andes

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Continua il nostro tour “cammino-gastronomico” (come l’ho ribattezzato io!!) nel cuore della Val di Fassa in Trentino.

In questa tappa, dopo una giornata di escursione tra rifugi ad alta quota, dove non ci siamo risparmiati salite né discese (per la cronaca la discesa è più difficile della salita) ma neanche un succulento mega-biscotto di pasta frolla alla marmellata, rigorosamente fatta in casa dal rifugio di turno, abbiamo concluso con una tipica cena “ladina” con i Canederli dell’Hotel Andes, cavallo di battaglia del  bravissimo Chef dell’Hotel Andes (di cui vi ho parlato anche nel post sugli spaztle)!

canederli

So bene che, attualmente, a casa nostra ci sono circa 40°C con l’80% di umidità, quindi alla sola pronuncia della parola “Canederli”, vi viene da star male; ma vi assicuro che quassù, ci stavano tutti (dopo il temporale di oggi, poi!!).

La nostra escursione prevedeva tre “tappe-rifugio“: noi le chiamiamo così per far camminare un po’ più volentieri le nostre figlie, dato che ad ogni rifugio è prevista una sosta con tanto di cioccolata, fetta di torta (considerate che le porzioni qui sono extra-strong!!!) e timbro rifugio!!

Il timbro del rifugio sul Passaporto delle Dolomiti è d’obbligo, ed è una usanza che piace a grandi e piccini!. Si tratta di un vero e proprio passaporto con le pagine divise per zona geografica delle Dolomiti; ogni rifugio ha un proprio stemma o simbolo ed un timbro che si può apporre sulle pagine del Passaporto per tenere traccia dei propri percorsi..

Manco a dirlo, i timbri più gettonati sono quelli dei rifugi ad alta quota, a dimostrazione del fatto che “Ci sei arrivato!”. Si, perché la montagna è anche questo: una sfida contro sé stessi, contro le proprie paure e la fatica; ad esempio, io per fare un passaggio in discesa ad alta quota c’ho messo quasi 1o minuti e mi ci è voluto un aiuto, ma la soddisfazione di esserci riuscita è unica!!

E, quando arrivi in vetta e ti sembra ti toccare il cielo con un dito, guardi sotto di te il sentiero in lontananza e le persone che sembrano solo un puntino, osservi la salita che hai fatto e pensi <<Si! ce l’ho fatta>>, la tua autostima vola alle stelle.

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Vista del sentiero che conduce al Rifugio Vajolet dal Rifugio stesso

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Arrivo al rifugio Vajolet


Ed è una grande prova anche per i bimbi, che imparano ad avere rispetto della natura, ad imparare a riconoscere un tipo di sentiero da un altro, a combattere le proprie paure, ad amare la montagna ma sempre rispettandola e conservando quel tanto di timore che basta per mantenere la concentrazione a livelli altissimi, perché la montagna è come il mare: non perdona!

E forse è anche questo che amo della montagna;  il fatto che mentre cammini devi sempre mantenerti concentrato su quello che fai e non pensi al lavoro, alle email da rispondere, alle mille cose da fare e quelle che ti sei lasciato dietro.

In cima alla vetta la testa è libera e pronta per assaporare l’aria pura di alta quota e i rumori della natura. E dopo la camminata, un bel piatto di Canederli dell’Hotel Andes, e via!!!

In questa tappa siamo partiti da Rifugio Gardeccia (1949 m.slm), che abbiamo raggiunto con pulmino dalla stazione di Pèra, in direzione della prima tappa:  il Rifugio Vajolet (2243 m. slm), dove ci siamo concessi un biscotto di pasta frolla (a forma di Torri del Vajolet!!) e un buon bicchiere di bevanda allo sciroppo di sambuco, fresca e dissetante.

 

biscotto pasta frolla e sciroppo di sambuco

Pausa golosa al rifugio Vajolet

Poi abbiamo proseguito percorrendo una salita più impegnativa fino al Rifugio Passo Principe (2601 m.slm).

Rifugio Passo Principe

Vista del rifugio Passo Principe

 Dopodichè, dopo una veloce pausa pranzo, nonché un  suggestivo balletto improvvisato su un cumulo di neve ghiacciata…

Balletto sul ghiaccio

Balletto sul ghiaccio

ci siamo incamminati in un altrettanto impegnativo ritorno a valle, di nuovo rigorosamente a piedi…..

Vista del sentiero che conduce al Passo principe

Vista del sentiero che conduce al Passo Principe

Dopo una giornata così, un bel piatto di Canederli era il minimo!!!!

Canederli dell’Hotel Andes

Anche per questa ricetta, così come per quella degli Spatzle, vi lascio direttamente la versione originale ricevuta direttamente dal gentilissimo Chef Andrea Cedrone dell’Hotel Andes, il quale ci ha raccontato che, questa pietanza, della Tradizione Trentina si è prestata a diverse interpretazioni, nel corso del tempo e nel susseguirsi di cuochi differenti. La versione che ci ha proposto lo Chef, invece, cerca di rispettare i canoni originari al fine di far scoprire (e riscoprire) i sapori autentici di questo piatto; semplice ma con origini Nobili.

Ingredienti (x 4 persone)

20 gr di cipolla

20 gr di burro

100 gr di formaggio (di montagna tipo Tilsiter)

150 gr di pane bianco, raffermo tagliato a dadini

2 uova intere

100 ml di latte

1 cucchiaio di farina

1 salsiccia

20 gr di speck

2 cucchiai di erba cipollina tagliata finemente

sale e pepe, q.b.

2 lt. di buon brodo di Manzo

Procedimento

Sbucciare la cipolla, tagliarla finemente e rosolarla nel burro, unire la salsiccia e lo speck e cuocere dolcemente.

Tagliare il formaggio a dadini ed unirlo in una ciotola al pane. Aggiungere il soffritto precedentemente cotto.

Amalgamare lentamente, unire l’erba cipollina e mescolare, condire con sale e poco pepe.

Incorporare la farina e impastare energicamente; unire le uova, il latte e continuare fino a che il composto non ha raggiunto la consistenza opportuna.

Formare, con le mani bagnate, delle palline (tipo polpette).

Nella versione presentata dallo Chef i Canederli dell’Hotel Andes vengono cotti nel brodo di manzo, fino a che non vengono a galla e serviti nelle cocotte mono-porzione.

 


 

Per una variante “asciutta” dei Canederli dell’Hotel Andes, portare ad ebollizione dell’acqua in una pentola capiente, versare  i canederli e farli cuocere fino a che non vengono a galla.

Scolarli, disporli su piatti singoli da portata, cospargerli di parmigiano, versare il burro di nocciola e guarnire con erba cipollina.


 E voi? Non avete fame????

 

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Spätzle Trentini

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Finalmente questa settimana sono in vacanza!!! E dove potevo andare, secondi voi, per conciliare la mia passione per lo sport, la natura e la buona cucina? Ovviamente in Trentino!! E siccome è vacanza anche per me, non cucinerò di persona,  ma la mia idea è quella di mostrarvi le tappe del nostro viaggio, attraverso i piatti e luoghi tipici di questo fantastico posto.
E il nostro viaggio non poteva che cominciare da qui:  dal “nostro Hotel”, l’ Hotel Andes  situato a Vigo di Fassa, nel cuore della Val di Fassa, che da tre anni ormai ci ospita (e che ospitalità!!) e ci delizia con la sua cucina tipica Trentina!

Gestito dalla famiglia Lasagna (il nome è già di buon auspicio!!!), l’Hotel Andes rappresenta, per me, tutto quello che ho sempre cercato in un albergo per famiglie: serietà, esperienza, accoglienza, professionalità, ma anche divertimento, per grandi (da provare assolutamente la zona wellness ) e bambini, che sono coinvolti in attività sempre diverse e divertentissime dalle bravissime Tate del mini-club, nelle ore “vuote” al rientro dalle camminate. Tutto questo ovviamente accompagnato dalla buona cucina!!

Coccolati fin dall’accoglienza in camera, all’Hotel Andes ci siamo come a casa nostra (anzi, forse anche meglio)!!!

Questo è il Benvenuto da parte dello Staff dell'Hotel Andes

Questo è il Benvenuto da parte dello Staff dell’Hotel Andes

Ogni sera lo Chef Andrea Cedrone, Chef di ventennale esperienza, nonché figlio d’arte, ci propone un menù sempre diverso, in cui fanno da padrone i piatti tipici della tradizione trentina.

Questa sera lo chef ci ha deliziato con questo tipico piatto: gli Spätzle trentini.
Si tratta di gnocchetti di forma irregolare, realizzati con la apposita macchinetta (molto simile ad una grattugia)  a base di farina di grano tenero, uova e acqua. 

Gli Spätzle sono originari della Germania, ma sono ormai diffusissimi anche in Tirolo, Alto Adige e Trentino.

spatzle trentini

Gli Spätzle classici sono all’uovo, senza aggiunta di verdure, ma molto spesso, vengono arricchiti arricchiti con spinaci lessati o altre verdure .
E infatti, oggi lo chef ci ha proposto questa fantastica versione patriottica degli Spätzle trentini: verdi (con spinaci lessati), bianchi (al formaggio) e rossi (con concentrato di pomodoro), conditi “semplicemente” con burro e speck trentini.

Semplicemente, si fa per dire, perché il burro è quello prodotto localmente nelle malghe della zona. E ci sono ancora malghe che lo fanno a mano, come un tempo, e la differenza di sente!!!!
Lo speck, manco a dirlo,  è rigorosamente locale (il Trentino è la patria dello speck) ed ha un sapore unico inimitabile.
Credetemi, questi Spätzle trentini sono un piatto semplice, rustico, ma dentro c’è tutto il sapore del Trentino!!!

Difficile resistere alla tentazione di chiedere il bis!!!

Volete conoscere la ricetta originale degli Spätzle trentini? Leggete di seguito le indicazioni dello Chef (che ringrazio sentitamente per la pazienza che ha avuto con me!!!).

Spätzle trentini

Ingredienti (per 4 persone)

500 gr di farina di grano tenero tipo “0”

4 uova

150 ml di acqua

sale (q.b.)

1 cucchiaio di olio di semi

1 pizzico di noce moscata

Per la versione tricolore

formaggio di montagna o Emmenthal (150 gr)

burro fuso (60 gr)

spinaci lessati (80 gr)

concentrato di pomodoro (2 cucchiai)

Per il condimento

80 gr. di burro fuso

salvia (q.b.)

speck trentino (60 gr.)

Trentingrana (1 presa)

1 cucchiaino di sugo di carne.

Procedimento

Il procedimento per la realizzazione degli Spätzle trentini è molto semplice e simile alla preparazione di una pasta classica all’uovo.

Versare la farina in una ciotola, aggiungere il sale, l’olio e la noce moscata.

Mescolare l’acqua con le uova, unire il composto alla farina e lavorare fino a che non si producono delle “bolle”.

Fare lavorare l’impasto per qualche minuto.

Dividere l’impasto in tre parti uguali

Spätzle trentini (al formaggio)

Unire 150 gr. di formaggio di montagna o Emmenthal grattugiato, 60 gr. di burro fuso.

Spätzle trentini (agli spinaci)

Aggiungere all’impasto 80 gr. di spinaci lessati e frullati, una presa di noce moscata ed una di parmigiano grattugiato.

Spätzle trentini (al pomodoro)

Aggiungere all’impasto 2 cucchiai di concentrato di pomodoro.


Portate ad ebollizione dell’acqua in una pentola capiente.

Prendete  la tipica macchinetta per tagliare gli Spätzle, posizionatevi sopra la pentola bollente, versate il composto nella macchinetta e schiacciate, lasciando cadere gli Spätzle nella pentola.

Cuocete gli Spätzle trentini separatamente, cominciando dall’impasto bianco, poi il verde ed infine il rosso.

Quando gli Spätzle trentini verranno a galla toglieteli dalla pentola con una schiumarola.

Versate del burro in padella e fatelo sciogliere a fuoco lento, nel frattempo grigliate alcune fette di speck.

Quando gli Spätzle trentini saranno cotti, saltateli nella padella con il burro fuso, le foglie di salvia.

Mantecate con il Trentingrana ed un cucchiaio di sugo di carne.

Versateli su un piatto da portata e decorate con le fette di speck croccante.

Gustate questo fantastico piatto!!!


Questa è la ricetta originale degli Spätzle trentini, così come me l’ha gentilmente raccontata lo Chef dell’Hotel Andes .

Ora non  mi resta che procurarmi la macchinetta (devo averla a tutti i costi!!) e provare a farli anche a casa.

Che dite? Proviamo a farli anche noi????

 

 

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