Ma come fai a fare tutto?

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Ma come fai a fare tutto?

Ovvero di come la mia vita sembri un eterno e mostruoso gioco del 15.

Ma come fai a fare tutto?

Penso sia la domanda che mi è stata rivolta più volte in assoluto in tutta la mia vita.

La risposta? Sinceramente non so se ci sia una teoria particolare dietro alle mie capriole giornaliere, tra lavoro, figlie, palestra e casa. So che lo faccio e basta, anche perché a volte non posso proprio fare diversamente.

Ma soprattutto perché ho sempre amato sentirmi indipendente, e questo forse ha reso le cose più facili.

Sapendo di voler contare esclusivamente sulle mie forze, e non volendo rinunciare a niente, ho imparato ad organizzarmi, a programmare ogni momento della giornata, dall’alba al tramonto, dalla colazione alla cena.

L’organizzazione assume un ruolo cruciale, in una vita frenetica e super impegnata come quella che mi sono scelta; perché effettivamente, ad oggi, posso dire finalmente di aver scelto tutto quello che sto facendo.

Ho scelto di continuare a lavorare, preferendo un lavoro precario, ma che mi appassiona e che mi consente di dedicare parte della giornata alle mie figlie, una delle quali ha necessità di essere seguita in modo particolare, ed ho rinunciato ad un lavoro sicuro, che però non mi garantiva più stimoli, né flessibilità.

Ho scelto di non mollare i miei hobby, perché non sarebbe giusto nei miei confronti: l’allenamento, che mi è utile non tanto per fisico, quanto per la mente; e questo piccolo blog, che riesco a gestire a pezzi e bocconi, ma che mi ha regalato tante soddisfazioni.

Quando non corro dietro alle figlie, corro!

Quindi ecco che le mie giornate sono inevitabilmente scandite da ritmi forzati per riuscire a far incastrare tutti i tasselli, proprio come nel gioco del 15.

ma come fai a fare tutto

Foto Pinterest

E anche se la mattina mi alzo sentendomi forte e imbattibile, come recita Titanium di David Guetta, e la sera somigli più al Vuoto a Perdere di Noemi, amo la mia vita così.

Incasinata, super-organizzata, continuamente di corsa, al limite delle forze umane, ma pur sempre vissuta.

Ancora vi state chiedendo “Ma come fai a fare tutto?”.

Non c’è nessun super potere. Basta volerlo (e anche imparare ad organizzarsi!).

 

 

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Muffin alle carote (salati)

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Muffin alle carote, nella versione salata: la nostra ricetta per il back to school day.

Il grande giorno è arrivato. Si torna a scuola, da domani seriamente (venerdì era una prova visto che solo una delle mie figlie è effettivamente rientrata) e allora dobbiamo trovare la merenda giusta che sappia coniugare la mia voglia di far mangiare loro cose sane, con la loro golosità.

No, niente buondì, né asteroide, ma bensì dei morbidissimi muffin alle carote, nella loro versione salata  (per quanto possibile, vista la dolcezza naturale delle carote..).

Perché ho preferito dei muffin alle carote salati?

Come sapete, non sono una grande amante delle cose troppo dolci, e le mie bimbe invece ne mangiano anche troppo, così ho giocato sulla dolcezza naturale delle carote ed ho evitato di aggiungere altro zucchero.

Ho ottenuto così dei muffin alle carote, morbidissimi, adatti ad ogni ora del giorno, dalla colazione alla cena, passando per la merenda a scuola.

Non ci credete? Provateli tiepidi  con del formaggio spalmabile. Una delizia!

muffin alle carote

Muffin alle carote

Ingredienti

250 g di carote (peso delle carote pulite)

50 g di mandorle

2 uova

225 g di farina 0

100 ml di olio di semi

1 bustina di lievito secco per torte salate

sale q.b.

muffin alle carote

Procedimento

Lavare e pulire le carote. Tagliarle a pezzetti e frullarle nel mixer.

Aggiungere le mandorle e tritare di nuovo finemente.

In una ciotola sbattere le uova con l’olio e aggiungere un pizzico di sale.

Incorporare la farina setacciata con il lievito e continuare a lavorare con la frusta.

Per ultimo unire il frullato di carote e mandorle.

Amalgamare bene fino ad ottenere un composto omogeneo.

Versare  negli stampini e cuocere in forno caldo a 180°C per circa 15 minuti.

Buonissimi sia caldi che freddi.

Si conservano in un contenitore ermetico in frigorifero per circa 3 giorni.

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Friselle pomodorini e acciughe  

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Aggrappiamoci con forza a quest’ultima domenica estiva, con pranzo a base di friselle pomodorini e acciughe.

Settembre è arrivato, ma ancora,come me non volete dire addio a questa lunga estate? Consoliamoci con uno degli ultimi  (forse) pranzi in spiaggia con una semplice  (ma buonissima), friselle pomodorini e acciughe.

Dopo una giornata di Libeccio e temporale oggi è tornato a splendere il sole, e seppur l’aria sia decisamente rinfrescata (che pure ci voleva), al mare si sta benissimo!

Allora perché non concedersi un pranzetto veloce in spiaggia prima di rientrare al lavoro? Così siamo partiti,  armati di asciugamani, riviste e le nostre friselle pomodorini e acciughe.

Che hanno tutto il sapore del mare!

Friselle pomodorini e acciughe

Ingredienti

2 friselle

10 pomodorini ciliegio

4 acciughe sott’olio

1 porro piccolo

Olio extra vergine di oliva q.b.

Sale

Origano

Procedimento

Lavate  i pomodorini e tagliateli a metà in una ciotola. Conditeli con olio ,sale e origano e aggiungete  il porro tagliato a tocchetti.

Lasciate  insaporire qualche minuto.

Mettete le friselle su un piatto da portata,  adagiate  sopra i pomodori e completate con i filetti di acciuga.

Servite subito!

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Salmone in crosta (al forno)

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Salmone in crosta cotto al forno, la mia cena preferita!

Il salmone è uno dei miei pesci preferiti, colorato saporito e versatile. Lo mangio in insalata nella  versione affumicata , come salsa per le penne accompagnato da un filo di panna (uso solo quella vegetale), oppure con poco latte e farina; ma quando voglio un secondo piatto più ricco mi preparo questo velocissimo salmone in crosta.

In genere utilizzo i filetti di salmone congelati,  perché sono più sicura a livello di contaminazione batterica, ma se avete una pescheria di fiducia nelle vicinanze potete utilizzare quello fresco.

Il procedimento del salmone in crosta è molto semplice, ed infatti è un piatto ad essere preparato anche all’ultimo minuto, rientrando tardi dal mare.

salmone in crosta

Salmone in crosta

Ingredienti

2 filetti di salmone

1 uovo

pane grattugiato q.b.

erbe aromatiche a piacimento

sale q.b.

olio q.b.

Procedimento

salmone in crosta

 

Se si utilizza del salmone congelato, farlo scongelare bene prima della preparazione.

In una ciotola sbattere l’uovo e aggiungere qualche fogliolina di erba aromatica a piacimento (timo, origano).

In un’altra ciotola predisponete il pane grattugiato. Questo è l’occorrente per realizzare una crosta croccante per il vostro salmone in crosta.

Passate i filetti di salmone, prima nell’uovo, poi nel pan grattato, nuovamente nell’uovo e infine nel pan grattato.

Prendete una pirofila e rivestitela di carta da forno.

Adagiate sopra i vostri filetti di salmone in crosta.

Cospargete con un filo d’olio (magari anche aromatizzato…).

Cuocete in forno caldo a 180°C per circa 15 minuti o finché la crosta non sarà croccante.

Decorate con foglioline di erbe aromatiche e servite accompagnato da una insalata mista.

 

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pizza senza lievitazione

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Pizza senza lievitazione, ovvero di come sopperire alla voglia di pizza improvvisa.

Si chiama “pizza senza lievitazione” la mia risposta alla voglia di pizza, anche con il caldo!

Avete presente quando avete fame e non vi viene in mente altro che una bella pizza, ma vi siete dimenticate di preparare l’impasto con il lievito madre la sera prima?

Ecco io sì. Ed è quello che mi è capitato qualche sera fa e che mi ha permesso di sperimentare questa pizza senza lievitazione.

Ovviamente non è una pizza da “disciplinare” o “a regola d’arte” e lungi da me dal sostituire questa con la pizza a lievitazione naturale, che abitualmente prepariamo almeno una volta alla settimana. Ma siamo tutti consapevoli che in quel caso è necessario l’impasto almeno la sera prima, perché possa lievitare alla perfezione.

E invece io la scorsa settimana ho proprio dimenticato di preparare l’impasto credendo invece di averlo fatto, e mi sono ritrovata alle 19:30 con due figlie affamate (più io), che si aspettavano per cena una pizza fatta in casa, e pure il frigo vuoto!

Ho deciso, allora, di tentare questo esperimento della pizza senza lievitazione.

Esperimento apprezzato da tutti, tanto è che lo abbiamo già ripetuto!

La pizza senza lievitazione rimane morbida (basta avere l’accortezza di stenderla non troppo sottile), la consistenza è la stessa della classica pizza, ma quel che è sorprendente (soprattutto per me che sono intollerante al lievito di birra) è l’alta digeribilità.

pizza senza lievitazione

Pizza senza lievitazione

Ingredienti (per 2 pizze abbastanza grandi)

pizza senza lievitazione

500 g di farina 0
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
2 cucchiaini di sale
200 ml acqua tiepida

Procedimento

Versare la farina in una ciotola molto capiente quindi aggiungere anche il sale e l’olio.

Aggiungere una parte dell’acqua tiepida  ed iniziare a lavorare l’impasto. Aggiungere l’acqua a poco a poco per ammorbidire l’impasto.

Potrebbe essere necessaria una maggiore quantità d’acqua rispetto alle dosi indicate; considerate infatti che l’impasto non lieviterà quindi per evitare che diventi una “soletta” è consigliabile realizzarlo più morbido.

Accendere il forno a 200°. Dividere la pasta in due panetti e stenderli entrambi usando prima le mani e poi un mattarello.

Sistemarle su un foglio di carta da forno.

Condire a piacimento.

Siccome si tratta di una ricetta espressa, di quelle da realizzare in preda a voglia di pizza improvvise, io ho optato per il condimento semplice: pomodorini ciliegino dell’orto, origano, parmigiano grattugiato, basilico e un filo d’olio aromatico!

E per gli amanti del classico: la margherita!

pizza senza lievitazione

Ad ognuno, poi, libertà di personalizzazione!!!

Infornare per 15 minuti a 180°, sfornare e mangiare.

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